C.I.T.E.S.

C.I.T.E.S.

Messaggioda angelo » 30/09/2006, 17:56

Ecco la lista C.I.T.E.S.(Convention on International Trade in Engangered Species) ,per ovvie ragioni di spazio non sono elencate le famiglie meno note,ma sono comunque facilmente consultabili su questo sito (sito ufficiale cites),insieme ad altre precisazioni. Spero di non aver dimenticato o cancellato qualcosa di interessante, eventuali errori potranno essere corretti. Qualsiasi suggerimento è ben accetto.

La lista riportata è relativa esclusivamente alle piante in appendice I (allegato A per l'italia). "spp" significa tutte le specie di quel genere.

"C.I.T.E.S."

Estratto dall'Appendice I
valido dal 14 Giugno 2006


F L O R A (PLANTS)

AGAVACEAE
Agave arizonica
Agave parviflora
Nolina interrata

APOCYNACEAE
Pachypodium ambongense
Pachypodium baronii
Pachypodium decaryi

CACTACEAE
Ariocarpus spp.
Astrophytum asterias
Aztekium ritteri
Coryphantha werdermannii
Discocactus spp.
Echinocereus ferreirianus ssp. lindsayi
Echinocereus schmollii
Escobaria minima
Escobaria sneedii
Mammillaria pectinifera
Mammillaria solisioides
Melocactus conoideus
Melocactus deinacanthus
Melocactus glaucescens
Melocactus paucispinus
Obregonia denegrii
Pachycereus militaris
Pediocactus bradyi
Pediocactus knowltonii
Pediocactus paradinei
Pediocactus peeblesianus
Pediocactus sileri
Pelecyphora spp.
Sclerocactus brevihamatus
ssp. tobuschii
Sclerocactus erectocentrus
Sclerocactus glaucus
Sclerocactus mariposensis
Sclerocactus mesae-verdae
Sclerocactus nyensis
Sclerocactus papyracanthus
Sclerocactus pubispinus
Sclerocactus wrightiae
Strombocactus spp.
Turbinicarpus spp.
Uebelmannia spp.

EUPHORBIACEAE
Euphorbia ambovombensis
Euphorbia capsaintemariensis
Euphorbia cremersii (inclusa la forma viridifolia e la var. rakotozafyi)
Euphorbia cylindrifolia (inclusa la spp. tuberifera)
Euphorbia decaryi (incluse le varità ampanihyenis, robinsonii and spirosticha) Euphorbia francoisii
Euphorbia moratii (incluse le varità antsingiensis, bemarahensis and multiflora) Euphorbia parvicyathophora
Euphorbia quartziticola
Euphorbia tulearensis

LILIACEAE
Aloe albida
Aloe albiflora
Aloe alfredii
Aloe bakeri
Aloe bellatula
Aloe calcairophila
Aloe compressa (incluse le varietà rugosquamosa, schistophila e paucituberculata)
Aloe delphinensis
Aloe descoingsii
Aloe fragilis
Aloe haworthioides (inclusa la var. aurantiaca)
Aloe helenae
Aloe laeta (inclusa la var. maniaensis)
Aloe parallelifolia
Aloe parvula
Aloe pillansii
Aloe polyphylla
Aloe rauhii
Aloe suzannae
Aloe versicolor
Aloe vossii

Esemplari dei seguenti ibridi e/o cultivars ,propagati artificialmente ,non sono soggetti alle disposizioni della Convenzione:
”“ Hatiora x graeseri
”“ Schlumbergera x buckleyi
”“ Schlumbergera russelliana x Schlumbergera truncata
”“ Schlumbergera orssichiana x Schlumbergera truncata
”“ Schlumbergera opuntioides x Schlumbergera truncata
”“ Schlumbergera truncata (cultivars)
”“ Cactaceae spp. di colori mutanti mancanti di clorofilla, innestate sui seguenti portainnesti: Harrisia 'Jusbertii', Hylocereus trigonus o Hylocereus undatus
”“ Opuntia microdasys (cultivars).
Ultima modifica di angelo il 30/09/2006, 22:43, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda psc » 02/10/2006, 8:51

ciao

a quanto ho capito, la CITES vale per le piante, ma non e' detto che valga anche per i semi...

l'appendice II e' chiara a proposito:

#4 Designates all parts and derivatives, except:

a) seeds, except those from Mexican cacti originating in Mexico, and pollen;
b) seedling or tissue cultures obtained in vitro, in solid or liquid media, transported in sterile containers;
c) cut flowers of artificially propagated plants;
d) fruits and parts and derivatives thereof of naturalized or artificially propagated plants; and
e) separate stem joints (pads) and parts and derivatives thereof of naturalized or artificially propagated plants of the genus Opuntia subgenus Opuntia;


quindi non rientrano nell'app. II:
  1. i semi, ad eccezione dei cactus messicani originari del messico, e il polline
  2. i semenzali ottenuti in vitro o similari
  3. fiori tagliati da piante propagate artificialmente
  4. frutti e parti e derivati da piante propagate artificialmente o 'naturalizzate'
  5. fusti o pale ... derivati da piante propagate artificialmente o 'naturalizzate' del genere Opuntia e sottospecie


l'appendice I non fa menzione a quali parti della pianta si riferisca, e quindi immagino siano da considerare anche i semi compresi in app. I...

o sbaglio?

ciao
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Messaggioda utriculus » 02/10/2006, 18:35

Mi spiace, ma sono convinto che non sia sufficiente un argomento su cites nella sezione 'approfondimenti'.
Invito gli amministratori a riconsiderare l'idea di creare una sezione apposita per le appendici CITES, in modo da poter approfondire le miriadi di argomentazioni correlate.

Mi offro volontario come moderatore.
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Messaggioda pietro » 02/10/2006, 19:44

In effetti, almeno per me, la confusione è ancora molta.

Ad esempio i semi rientrano o no nella normativa cites...

Certo avere un punto di riferimento sarebbe utile
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Messaggioda Doni » 03/10/2006, 12:51

A proposito dei problemi connessi al “CITES”, mi sembra che le idee siano alquanto confuse!
Se vi interessa posso dare il mio contributo scrivendo quello che so. Ricordate però che posso anche non essere assolutamente nel giusto.
Piante di Appendice 1:
gli esemplari raccolti in natura sono assolutamente non commerciabili e nemmeno ceduti a terzi gratuitamente, questo vale anche per i semi raccolti da piante selvatiche. Ci sono pochissime eccezioni che non riguardano ne i vivaisti ne i collezionisti.
Esemplari riprodotti artificialmente: la riproduzione (per fini commerciali e non) può esser fatta solo da coloro che hanno avuto il cosiddetto “numero Cites”, vale a dire una certificazione della Commissione scientifica della CITES che ha controllato il soggetto richiedente verificando che avesse tutte le necessarie condizioni richieste. Gli esemplari così riprodotti scalano nella Appendice 2 e vengono trattati come se fossero piante selvatiche di questa appendice (tutte quelle non comprese nella 1), vale a dire devono essere accompagnati da un qualche documento che attesti la corretta riproduzione che, per quanto ne so, può essere anche il solo “numero Cites” del riproduttore ed eventualmente una dichiarazione. Volendo si può anche richiedere il rilascio del certificato Cites che però costa almeno 30 euro e, per quanto ne so, può contenere solo tre piante. Adesso isemi hanno le stesse regole delle piante: si possono prendere con certificato CITES ed il privato (?) può seminare i pochi semi che acquista, ma le piante che nascono non può cederle.
Piante di appendice 2
Gli esemplari selvatici devono sempre essere accompagnati dal certificato Cites del Paese di origine. Mi spiego meglio: se il Brasile rilascia un certificato per una mammillaria, il certificato non è valido. (c'è una eccezione, ma non complichiamo troppo la cosa)
Gli esemplari di piante di Appendice 2 riprodotti artificialmente scalano in Appendice 3 e non hanno bisogno di nessuna certificazione, sono quindi di libera vendita. Anche la riproduzione per seme o talea di queste piante non è sottoposta a nessuna attestazione. (Anche in questo caso ci sono alcune eccezioni, ma si possono tralasciare)
Le piante che si trovano normalmente in commercio per il 99% appartengono a questa ultima categoria.
Importante: all'interno della Comunità  Europea non è necessario il Certificato CITES (solo Appendice2), basta l'attestazione o il numero.
Spero di non aver detto delle bischerate!!! Ma penso propio che il tutto sia giusto almeno allottanta per cento.
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Messaggioda Jacopo » 05/10/2006, 21:06

utriculus ha scritto:Invito gli amministratori a riconsiderare l'idea di creare una sezione apposita per le appendici CITES, in modo da poter approfondire le miriadi di argomentazioni correlate.


C'é a questo riguardo tra i moderatori una linea piuttosto unanime che vuole mantenere il forum il quanto più snello possibile quanto a sezioni. A questo proposito stiamo cercando di mantenere il numero di sezioni più basso possibile per essere meno dipersivi.
Una sezione CITES, benché utile, a nostro parere non fa niente di più, per questo tema, di quello che può fare un tread ben strutturato. Magari costruito come indice che rimandi a tread già  presenti (l'utente medio cerca una faq con sei domande: Come compro semi in italia, come compro piante in italia, come compro semi all'estero, come compro piante all'estero, come cedo piante in italia, cosa devo avere per essere in regola con le mie piante in italia).
Inoltre vi sono temi con un traffico più alto della normativa cites per i quali abbiamo già  deciso di non realizzare una sezione (per esempio, la bss).

Una alternativa a questo atteggiamento, che è emersa, è la creazione di una sezione realtiva al CITES da mantenere per un tempo predeterminato (poniamo sei mesi) in maniera tale da avere un punto di scambio e confronto (una specie di gruppo di lavoro) dove possano emergere notizie e dubbi per poi sintetizzarli in uno o più tread da riportare in approfondimenti e raccogliere in un tread indice simile a questo.
Esisterà  comunque sempre questa sezione Approfonfimenti e un messaggio marcato come importante in questa sezione, relativo al CITES.

utriculus ha scritto:Mi offro volontario come moderatore.


Se comunque vuoi moderare questa nuova sezione CITES... per noi va bene. Altrimenti la sezione Approfondimenti... in base a come si evolve la cosa.
Ciao,
Jacopo
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Cites dalla A alla Z

Messaggioda Panarotto » 02/11/2006, 0:06

Se si dovesse guardare il tempo, gli impegni, il lavoro (siamo ora a +5 °C. è ho centinaia di piante ancora all'aperto), non si potrebbe scrivere mai niente.

Ho pensato di dividere questa mia, in due parti, la prima, per le piante che non avete ancora acquistato o acquisito, e la seconda per le piante che avete gia.

Prima parte.
Per le piante (e semi) in Cites 1 o allegato A, riprodotte artificialmente, per essere in regola (in Italia) devono essere acquistate da un vivaio o da un esercizio commerciale, riconosciuto dal Ministero dell'Ambiente e devono essere accompagnate da un documento intestato (una fattura va benissimo).
In altre parole: data, luogo, nome cedente, nome acquirente e descrizione dettagliata delle specie.
Tutto abbastanza semplice, almeno per chi compra. Questo per transazioni all'interno dell'E.U.
Una volta in possesso delle piante, acquistate come piante od ottenute da semina, se si volesse riprodurre, regalare o scambiare qualcosa, si deve prima fare domanda di riconoscimento, con conseguente rilascio del registro di carico/scarico, presso il M. dell'Ambiente.

Acquisti extra U.E.
Per questo tipo di transazione è d'obbligo il certificato Cites, import ed export.
Come si procede.
1) Si richiede copia della fattura e del certificato Cites al venditore.
2) Si fa un versamento (uno ogni tre specie) di euro 15,49,- sul conto C/P. N°10178010, intestato a: TESORERIA PROVINCIALE VITERBO-LEGGE 59 13-3-9 FAUNA E FLORA c/o.
CAUSALE: D.M. AMBIENTE 28.5.93 DIRITTO SPECIALE DI PRELIEVO DOVUTO PER LICENZA O CERTIFICATO.
3) Ricevuta del versamento in originale, fattura e Cites Export Permit, assieme alla domanda di importazione, vanno spediti al Ministero delle Attività  Produttive (ex Ministero del Commercio Estero) -D.G. POLITICA COMMERCIALE ”“ DIV. VIII ”“ UFFICIO CITES ”“ VIALE BOSTON 25,- 00144 ROMA.
Tel. 06 59932253
4) Si aspetta la risposta e, se positiva, si invia il Cites Import Permit, al venditore che allegherà  alla spedizione, assieme al suo Cites originale e al fitosanitario.

Fatto tutto questo, non dimenticate che in Italia è proibito spedire piante per posta, e con questa scusa, il pacco potrebbe essere trattenuto in dogana per mesi e mesi (io ho una pianta in dogana a Varese, dal 19 giugno 2006, ormai sarà  più simile al Gorgonzola che ad un cactus), DHL e UPS, oltre ad essere costosissimi, non trasportano piante.



Per chi vuole scambiare, regalare o vendere, piante o semi in allegato A.


Anche qui la procedura è abbastanza semplice, che possiamo sintetizzare in pochi, semplici passi:

● Radunare le fatture ed eventuali documenti Cites (export ed import, mi raccomando), se le piante o i semi provengono da paesi extracomunitari. Se non si hanno si devono procurare, oppure no, dipende se sono tra quelle che volete riprodurre (ad ogni modo, le piante non documentate, sono illegali).

● Recarsi all'ufficio Cites, previo appuntamento telefonico, presso la caserma forestale della vostra città , con i documenti e una domanda di autorizzazione, in carta semplice, alla riproduzione ed eventuale cessione delle specie che avete documentate (eventualmente si può compilare anche presso l'ufficio della forestale, dipenderà  dalla disponibilità  e dalla cortesia del funzionario).

● Attendere la risposta dal Ministero dell'Ambiente e seguire istruzioni.

Finito.
Ultima modifica di Panarotto il 11/11/2006, 18:44, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda utriculus » 02/11/2006, 9:56

Caro Paolo,
credo che il tuo contributo sia estremamente significativo e rilanci la necessità  di avere una sezione dedicata all'argomento su questo forum.

Chiedo il tuo permesso affinché questo testo, completo di tutte le parti che vorrai inserirvi, possano essere utilizzate per allestire una pagina speciale sul sito VerdiVisioni, la cui forma sarà  da concordare assieme.

Ciao e complimenti per tutto quello che fai.

Andrea
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Messaggioda maurodani » 02/11/2006, 11:59

ciao, scusate se inserisco queste semplici domande, ma in una legislazione dove è permesso la vendita dei computer dotati di masterizzatore e il divieto di copia , è giusto farsene un'idea:ho acquistato da Pan un azrhechiun hintonii e di questi fortunatamente ne conservo fattura, nel senso che lo sbadato sarei stato io,ma in contempo ho due strombocactus disciformis di due provenienze italiane diverse di cui non ho nemmeno lo scontrino, forse perchè l'ho buttato via...., di questi due ultimi sono riuscito ad avere un copioso frutto, e ad avere delle nascite....., ora visto che in amicizia anche e sopratutto con persone di questo forum ho corrisondenza postale, già  dei miei turbinicarpu o ariocarpus viaggiano altrove,premesso che questi ultimi sono tratti da semi gentilmente offerti dalla Cactus&co servizio semi,e che l'unico riscontro è plausibilmente giacente in sede........
Quale è la vera collocazione di queste piante? premesso che io mi comporto diversamente e il mio masterizzatore lo uso........
ciao Mauro M
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Messaggioda Panarotto » 02/11/2006, 17:50

utriculus ha scritto:Caro Paolo,
credo che il tuo contributo sia estremamente significativo e rilanci la necessità  di avere una sezione dedicata all'argomento su questo forum.

Chiedo il tuo permesso affinché questo testo, completo di tutte le parti che vorrai inserirvi, possano essere utilizzate per allestire una pagina speciale sul sito VerdiVisioni, la cui forma sarà  da concordare assieme.

Ciao e complimenti per tutto quello che fai.

Andrea

Ciao,
puoi pubblicare quanto ho scritto, dove vuoi.
Ti ringrazio per i complimenti ma ti voglio dire che faccio anch'io un sacco di c...... :( come tutti
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Messaggioda Panarotto » 02/11/2006, 18:40

maurodani ha scritto:ciao, scusate se inserisco queste semplici domande, ma in una legislazione dove è permesso la vendita dei computer dotati di masterizzatore e il divieto di copia , è giusto farsene un'idea:ho acquistato da Pan un azrhechiun hintonii e di questi fortunatamente ne conservo fattura, nel senso che lo sbadato sarei stato io,ma in contempo ho due strombocactus disciformis di due provenienze italiane diverse di cui non ho nemmeno lo scontrino, forse perchè l'ho buttato via...., di questi due ultimi sono riuscito ad avere un copioso frutto, e ad avere delle nascite....., ora visto che in amicizia anche e sopratutto con persone di questo forum ho corrisondenza postale, già  dei miei turbinicarpu o ariocarpus viaggiano altrove,premesso che questi ultimi sono tratti da semi gentilmente offerti dalla Cactus&co servizio semi,e che l'unico riscontro è plausibilmente giacente in sede........
Quale è la vera collocazione di queste piante? premesso che io mi comporto diversamente e il mio masterizzatore lo uso........
ciao Mauro M



ciao,
ecco come la vedo io,
premesso che il masterizzatore serve per fare un sacco di cose legali e non solo per copiare cd con il copyright e che abbiamo delle automobili che superano i 200 ma oltre i 130 non possiamo andare...se continueremo a discutere se le leggi sono giuste o ingiuste, di costruttivo faremo poco. Ci sarà  sempre chi sarà  a favore e chi no.
Ho scritto le due righe sopra, per risolvere i molti dubbi che c'erano su questo argomento, e che molte persone (che vorrebbero mettersi, o essere, in regola) non riuscivano ad avere delle risposte chiare ed esaustive, neanche rivolgendosi alla forestale, che purtroppo si trova con un organico molto ridotto, insufficiente per far fronte a tutti i suoi compiti. Inevitabile quindi, che qualche settore debba essere trascurato.

Venendo al tuo specifico, sai bene che l'A. hintoni non c'entra niente, mentre per A. ritteri e per gli Ario, se non sono documentati, sono illegali.
Se ti rileggi sopra, vedi che ho scritto che dividevo il post in due parti e che questa prima parte non parla delle piante che abbiamo gia (questione molto più spinosa), ma solo di piante che avremo da oggi in avanti. Ad ogni modo, se riproduci e scambi piante in Allegato A, senza le autorizzazioni e il registro, commetti un reato penale”¦non so se vale la pena di rischiare di mangiarsi la condizionale (può sempre tornare utile, non si sa mai”¦), quando per mettersi in regola ci vuole così poco e non si deve pagare niente”¦
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Messaggioda maurodani » 02/11/2006, 19:23

Ciao Paolo, la mia era una metafora poco seria, ma per chiarirmi le idee, ti assicuro che non credevo che fosse obbligatorio quello che dici, anche per gli scambi........anzi avevo capito che se erano piantine nate da seme da me , a casa mia , la cities decadeva.....e comunque non è possibile far viaggiare per posta le piante?
ciao Mauro M.
p.s. non ho capito bene,allora tu dici che io semplice personaggio devo richiedere il registro?
Grazie Mauro M
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Messaggioda Panarotto » 02/11/2006, 23:22

maurodani ha scritto:Ciao Paolo, la mia era una metafora poco seria, ma per chiarirmi le idee, ti assicuro che non credevo che fosse obbligatorio quello che dici, anche per gli scambi........anzi avevo capito che se erano piantine nate da seme da me , a casa mia , la cities decadeva.....e comunque non è possibile far viaggiare per posta le piante?
ciao Mauro M.
p.s. non ho capito bene,allora tu dici che io semplice personaggio devo richiedere il registro?
Grazie Mauro M

Allora, se compri piante e le tieni così come sono, non hai bisogno di niente. se cedi, in qualsiasi forma, o riproduci, devi fare tutta la trafila burocratica. Ovvio che se non hai le fatture delle piante e chiedi alla forestale, il permesso, ti fai una autodenuncia.
Se siete interessati, posso scrivere, passo, passo come ottenere l'autorizzazione, ma ho bisogno di un'altra serata.
Un'altra via potrebbe essere, un collegamento in videoconferenza, o anche solo audio (ora non costa niente parlare da pc a pc), quando fate le riunioni mensili.
Io le piante per posta ancora le spedisco ma sto pensando seriamente di passare ad un corriere privato. ad ogni modo questo è il numero verde delle poste, prova a chiedere. 803160.
buonanotte
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Messaggioda A.M » 03/11/2006, 8:03

Panarotto ha scritto:-snip-
Se siete interessati, posso scrivere, passo, passo come ottenere l'autorizzazione, ma ho bisogno di un'altra serata.
buonanotte


Ciao Paolo, credo che qualsiasi iniziativa sia volta a fare chiarezza in questo campo non può che essere ben accetta. Molti di noi seminano, sia piante in A che non, e credo che conoscere un po' meglio la legislatura sia già  un passo avanti, se poi c'è anche l'opportunità  di chiedere un'autorizzazione... ottima cosa.
Grazie in anticipo.
Alesandro
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Messaggioda pietro » 03/11/2006, 8:38

maurodani ha scritto:ciao, scusate se inserisco queste semplici domande, ma in una legislazione dove è permesso la vendita dei computer dotati di masterizzatore e il divieto di copia .............
ciao Mauro M


OT
Ciao Mauro, sono sicuro che intendevi divieto di contraffazione.

(Io posso copiare tutto quello che voglio, se non violo alcuna legge, senza dovermi sentire in colpa)

Ma è meglio che sia chiaro :)

Ciao
Pietro

Scusate l'OT
/OT
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Messaggioda angelo » 03/11/2006, 9:47

ciao Paolo,sono felice che i validi interventi fatti da un professionista come te,
che opera in questo settore pieno di troppe burocrazie,vanno a colmare quei dubbi cui molti amatori nutrono,
è molto importante per tutti noi continuare a "coltivare" oltre che nel rispetto della natura anche nel rispetto della legge,
attentiamo altre tue nuove :)
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Messaggioda maurodani » 03/11/2006, 14:11

ciao, Grazie Paolo
Immagine
Lo so , l'ho svasata, ma grazie anche per questa
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Messaggioda cresta » 16/12/2006, 22:39

Perfetto quello che dice Paolo.
Ho verificato con la forestale e sia pure con qualche leggera differenza mi hanno confermata la procedura ......MA.....e qui casca l'asino !
Chi è autorizzato a vendere piante ex all.1 in Italia?
Domanda fatta alla Cites .....Risposta :alla data attuale solo Panarotto !! e forse Manera che l'ha richiesta ma non ancora ottenuta.....sono rimasto di sasso! sarà  vero?
non sò se mi hanno dato una risposta esatta!
Sono contento per Paolo che conosco personalmente, se lo merita ma mi sembra un pò poco per tentare di regolarizzare il mercato.
Lasciamo perdere le piante già  possedute che dovremo bruciare.....ma quando compriamo una pianta e/o semi da x che non è "cites riconosciuto" e mi fà  la fattura o una dichiarazione,
io in quanto privato sono a posto ma se voglio riprodurre quella pianta e chiedo il permesso, primo mi viene negato perchè non è completa la filiera di provenienza, secondo metto in seria difficoltà  chi mi ha venduto la pianta/semi se a sua volta non può provare la sua provenienza legale e siccome stiamo tutti partendo da sottoterra(acquirenti e venditori) sarà  oltremodo oneroso risalire la china per mettersi in regola .E' matematico!
O no???
cresta
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Messaggioda Panarotto » 17/12/2006, 0:58

cresta ha scritto:Chi è autorizzato a vendere piante ex all.1 in Italia?
Domanda fatta alla Cites .....Risposta :alla data attuale solo Panarotto !! e forse Manera che l'ha richiesta ma non ancora ottenuta.....sono rimasto di sasso! sarà  vero?
non sò se mi hanno dato una risposta esatta!
Sono contento per Paolo che conosco personalmente, se lo merita ma mi sembra un pò poco per tentare di regolarizzare il mercato.



Ciao,
Volevo andare a letto ma il tono con il quale ti esprimi mi costringe a risponderti subito, altrimenti il pensiero mi causerebbe difficoltà  a addormentarmi.
Sia quando parli che quando scrivi, ti assumi sempre il ruolo della vittima e il tuo tono eccessivamente polemico, al mio modo di vedere, non porta da nessuna parte. Le critiche sono simpatiche ed utili quando sono costruttive.
Dici che mi merito di poter vendere le piante in Allegato A”¦ti ringrazio ma io credo che si possa meritare un premio o una vittoria. Qui io non ho vinto niente, ho solo fatto le cose come dice la legge. Se molti altri non lo hanno fatto è per loro negligenza. E' dagli inizi degli anni 90 che il M. dell'Ambiente ci dice di metterci in regola, mi sembra che il tempo non sia mancato (inteso per chi vende e vendeva piante da quei tempi o anche prima).
Lasciamo perdere le piante già  possedute che dovremo bruciare...

Non le devi bruciare. Chiedi il documento a chi te le ha vendute e se non te lo fa, riporta la merce e ti fai ridare indietro i soldi.
ma quando compriamo una pianta e/o semi da x che non è "cites riconosciuto" e mi fà  la fattura o una dichiarazione,
io in quanto privato sono a posto ma se voglio riprodurre quella pianta e chiedo il permesso, primo mi viene negato perchè non è completa la filiera di provenienza, secondo metto in seria difficoltà  chi mi ha venduto la pianta/semi se a sua volta non può provare la sua provenienza legale e siccome stiamo tutti partendo da sottoterra(acquirenti e venditori) sarà  oltremodo oneroso risalire la china per mettersi in regola .E' matematico!
O no???

Si dice che sbagliare sia umano ma che il perseverare sia diabolico. Sai che acquistare piante o semi in Allegato A da entità  non autorizzate è come acquistare da un contrabbandiere o da un ricettatore e lo vuoi continuare a fare”¦ma non solo, ti poni anche degli scrupoli sull'opportunità  di presentare documenti di acquisto di piante provenienti da venditori “dubbi””¦
Infine, sono d'accordo con te che finché proteggiamo l'illegalità  e criminalizziamo il giusto, sarà  difficile risalire la china.
Chiedo scusa a te e a tutti quelli che mi leggono per il tono un po' duro, ma...
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yes

Messaggioda rokko4ever » 17/12/2006, 18:53

Panarotto ha scritto:
cresta ha scritto:Chi è autorizzato a vendere piante ex all.1 in Italia?
Domanda fatta alla Cites .....Risposta :alla data attuale solo Panarotto !! e forse Manera che l'ha richiesta ma non ancora ottenuta.....sono rimasto di sasso! sarà  vero?
non sò se mi hanno dato una risposta esatta!
Sono contento per Paolo che conosco personalmente, se lo merita ma mi sembra un pò poco per tentare di regolarizzare il mercato.



Ciao,
Volevo andare a letto ma il tono con il quale ti esprimi mi costringe a risponderti subito, altrimenti il pensiero mi causerebbe difficoltà  a addormentarmi.
Sia quando parli che quando scrivi, ti assumi sempre il ruolo della vittima e il tuo tono eccessivamente polemico, al mio modo di vedere, non porta da nessuna parte. Le critiche sono simpatiche ed utili quando sono costruttive.
Dici che mi merito di poter vendere le piante in Allegato A”¦ti ringrazio ma io credo che si possa meritare un premio o una vittoria. Qui io non ho vinto niente, ho solo fatto le cose come dice la legge. Se molti altri non lo hanno fatto è per loro negligenza. E' dagli inizi degli anni 90 che il M. dell'Ambiente ci dice di metterci in regola, mi sembra che il tempo non sia mancato (inteso per chi vende e vendeva piante da quei tempi o anche prima).
Lasciamo perdere le piante già  possedute che dovremo bruciare...

Non le devi bruciare. Chiedi il documento a chi te le ha vendute e se non te lo fa, riporta la merce e ti fai ridare indietro i soldi.
ma quando compriamo una pianta e/o semi da x che non è "cites riconosciuto" e mi fà  la fattura o una dichiarazione,
io in quanto privato sono a posto ma se voglio riprodurre quella pianta e chiedo il permesso, primo mi viene negato perchè non è completa la filiera di provenienza, secondo metto in seria difficoltà  chi mi ha venduto la pianta/semi se a sua volta non può provare la sua provenienza legale e siccome stiamo tutti partendo da sottoterra(acquirenti e venditori) sarà  oltremodo oneroso risalire la china per mettersi in regola .E' matematico!
O no???

Si dice che sbagliare sia umano ma che il perseverare sia diabolico. Sai che acquistare piante o semi in Allegato A da entità  non autorizzate è come acquistare da un contrabbandiere o da un ricettatore e lo vuoi continuare a fare”¦ma non solo, ti poni anche degli scrupoli sull'opportunità  di presentare documenti di acquisto di piante provenienti da venditori “dubbi””¦
Infine, sono d'accordo con te che finché proteggiamo l'illegalità  e criminalizziamo il giusto, sarà  difficile risalire la china.
Chiedo scusa a te e a tutti quelli che mi leggono per il tono un po' duro, ma...


Sei stato molto chiaro Paolo... tra l'altro vedevo sul tuo sito che hai diversi astrophytum interessanti. Mi sa che la prossima primavera farò un ordine.
ciao!
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Messaggioda cresta » 17/12/2006, 20:15

Paolo,
non prendere fuoco, non volevo assolutamente essere polemico ma mettere il dito sul fatto che se ci si deve regolarizzare e giustamente dal 90 andava fatto, le strutture preposte dovrebbero consentire con maggior liberalità  la concessione di attestati Cites.
La realtà  vuole che ottenere oggi un tale attestato sia di una complicazione pazzesca, ma non lo dico io , lo dice la realtà  italiana ed europea.
Le strutture autorizzate in tutta Europa si possono elencare sulle dita di una sola mano.
Non credi che questo sia un chiaro indice di un'oggettiva difficoltà  ad operare?o pensi che i grandi vivaisti che ci sono in europa siano tutti degli incompetenti?.
Sono convinto che nell'immediato ciò abbia comportato un'inevitabile danno a ciò che si voleva proteggere, con il ricorso prevedibile dei "consumatori" a quelle strutture di cui si voleva evitare,giustamente, la presenza sul libero mercato.
Fuor di metafora e per continuare con il paragone che hai fatto del contrabbando:
se tu Stato vuoi che io compri sigarette legali perchè sono fumatore, mi devi mettere a disposizione chi le vende ed ad un prezzo adeguato ,dopodichè io come cittadino,sarò ben felice di dare una mano a stroncare il contrabbando con tutto ciò che nè deriva e sentirmi partecipe di una azione che mi schiera con la legge!.
In caso contrario, non potendo eliminare il vizio del fumo, mi rivolgerò ,ob torto collo, a chi me lo fornisce più o meno illegalmente ed il bello è che la diffusione e l'inevitabilità  di ciò crea un diffuso senso di connivenza e giustificazione morale che fà  ancora più danno.
Essere costruttivi significa auspicare una più ampia liberalità  nel concedere autorizzazioni e magari una sanatoria del settore,come la stessa Cites ha fatto in campi analoghi a quello delle piante grasse, e non arroccarsi su posizioni di difesa delle sole istituzioni scientifiche che alla lunga porta più danni al sistema "natura" di quanti ne voglia risolvere.
Non è la mia posizione ma la posizione verso cui finalmente si stanno attualmente muovendo le strutture internazionali più illuminate.

Mi ci hai tirato per i capelli , mi dispiace del lungo intervento ma lo ritengo necessario e come vedi non era polemica la mia ma amarezza.

ti stimo e ti abbraccio.
cresta
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Messaggioda Panarotto » 18/12/2006, 0:15

cresta ha scritto:Paolo,
non prendere fuoco, non volevo assolutamente essere polemico ma mettere il dito sul fatto che se ci si deve regolarizzare e giustamente dal 90 andava fatto, le strutture preposte dovrebbero consentire con maggior liberalità  la concessione di attestati Cites.

Più semplice di così. devi solo presentare le fatture e la domanda.
La realtà  vuole che ottenere oggi un tale attestato sia di una complicazione pazzesca, ma non lo dico io , lo dice la realtà  italiana ed europea.

ripeto: più semplice di così...devi solo presentare la domanda con i documenti di acquisto...
Le strutture autorizzate in tutta Europa si possono elencare sulle dita di una sola mano.

mi dispiace sei male informato.
Non credi che questo sia un chiaro indice di un'oggettiva difficoltà  ad operare?o pensi che i grandi vivaisti che ci sono in europa siano tutti degli incompetenti?.

i grandi vivaisti che sono in Europa sono in regola.
se tu Stato vuoi che io compri sigarette legali perchè sono fumatore, mi devi mettere a disposizione chi le vende ed ad un prezzo adeguato ,dopodichè io come cittadino,sarò ben felice di dare una mano a stroncare il contrabbando con tutto ciò che nè deriva e sentirmi partecipe di una azione che mi schiera con la legge!.

D'accordo per le sigarette che sono monopolio statale ma per quanto riguarda le piante non mi risulta che ci siano delle aziende florovivaistiche statali. abbiamo però una distribuzione capillare, su tutto il terittorio, di caserme della forestale, disponibili a ricevere le nostre domande e quelle dei venditori.

i vivaisti e commercianti in regola ci sono e forse vendono a prezzi più bassi di quelli non in regola. Certo se vuoi un Ariocarpus confusus (citando l'inserzione) di 150 anni, di 14 cm di diametro e con i tubercoli ben visibilmente rosicchiati dalle capre, allora devi andare su Ebay...
Essere costruttivi significa auspicare una più ampia liberalità  nel concedere autorizzazioni e magari una sanatoria del settore,come la stessa Cites ha fatto in campi analoghi a quello delle piante grasse,

la sanatoria e stata fatta. evidentemente qualcuno dormiva...e altri hanno fatto orecchie da mercante, pensando, "tanto non mi controlleranno mai".
Anche in Italia le persone in regola sono molte di più di quelle che tu pensi, intendo anche privati collezionisti che hanno presentato la domanda ed ora possono riprodurre le loro piante. il tempo e l'impegno per farlo è più o meno paragonabile a quello che abbiamo speso qui...
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Re: yes

Messaggioda Panarotto » 18/12/2006, 0:24

Sei stato molto chiaro Paolo...ciao!

Grazie. come puoi leggere, Cresta non la pensa come te...
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Messaggioda cresta » 18/12/2006, 14:44

Panarotto ha scritto:
cresta ha scritto:Le strutture autorizzate in tutta Europa si possono elencare sulle dita di una sola mano.

mi dispiace sei male informato.


Io sarò anche male informato ma chi mi informa è il sito ufficiale della CITES di ginevra:
http://www.cites.org aggiornato giugno2005 con nomi e cognomi, eccolo qua:
germania 3
italia 1
spagna 1

Totale cee 5

Country / Paà­s / Pays Reg. No. Total
Chile / Chili P-CL-1001 1
Colombia / Colombie P-CO-1001 1
Czech Republic / Repàºblica Checa / République tchèque P-CZ-1001, 1002, 1003 3
Germany / Alemania / Allemagne P-DE-1001, 1002, 1003 3
India / Inde P-IN-1001 ”“> 1090 90
Italy / Italia / Italie P-IT-1001 1
Spain / Espaà±a / Espagne P-ES-1001 1
Switzerland / Suiza / Suisse P-CH-1001 1
Total nurseries / viveros / pépinières 101

(Last update / àºltima actualizacià³n / dernière mise à  jour: July / julio / juillet 2005)

P.S.
DIMENTICAVO:
dei cinque vivai autorizzati in europa uno può propagare solo orchidee mentre gli altri hanno una lista di propagazione molto ridotta......
tra l'altro ,quello spagnolo non è in spagna ma alle canarie e lavora essenzialmente con le Zaamiacee........


Ciao
cresta
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Messaggioda Panarotto » 18/12/2006, 15:41

cresta ha scritto:Citazione:

C-Le strutture autorizzate in tutta Europa si possono elencare sulle dita di una sola mano.
P-mi dispiace sei male informato.

Io sarò anche male informato ma chi mi informa è il sito ufficiale della CITES di ginevra:
http://www.cites.org aggiornato giugno2005 con nomi e cognomi, eccolo qua:
germania 3
italia 1
spagna 1

Totale cee 5

[/color]Country / Paà­s / Pays Reg. No. Total
Chile / Chili P-CL-1001 1
Colombia / Colombie P-CO-1001 1
Czech Republic / Repàºblica Checa / République tchèque P-CZ-1001, 1002, 1003 3
Germany / Alemania / Allemagne P-DE-1001, 1002, 1003 3
India / Inde P-IN-1001 ”“> 1090 90
Italy / Italia / Italie P-IT-1001 1
Spain / Espaà±a / Espagne P-ES-1001 1
Switzerland / Suiza / Suisse P-CH-1001 1
Total nurseries / viveros / pépinières 101

(Last update / àºltima actualizacià³n / dernière mise à  jour: July / julio / juillet 2005)




Ciao

he..he..he Marcello...
Questi sono quelli che hanno il riconoscimento internazionale, cioè che hanno la procedura semplificata per vendere in paesi extracomunitari.
Quelli che hanno l'autorizzazione intracomunitaria non sono riportati sul sito della Cites.

Vedo che hai due Nick in questo forum, Marcello...Dr. Jekyll e Mr. Hyde?
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