I semprevivi degli Alburni e del Cervati

Spazio dedicato alle succulente italiane ed a quelle aliene che si sono adattate a vivere nel nostro ambiente naturale

I semprevivi degli Alburni e del Cervati

Messaggioda Mariangela » 26/08/2013, 13:34

Ho già scritto qui (vedi: "A sud-est di Roma") del Sempervivum marmoreum del Monte Tirone. Ho già detto che il taxon, a lungo creduto una forma "pelosa" della specie dei Balcani, è in realtà da ricondurre a S. tectorum. Ho anche già detto che la variabilità che si può osservare negli Alburni e sul vicino Cervati è piuttosto sorprendente. Queste montagne, che si trovano a sud di Napoli, sono state a lungo esplorate da Vincenzo Pacifico, un'appassionato sempervifilo, prenaturamente scomparso in un incidente stradale anni fa. Quelle che vi mostro qui sono appunto le foto delle sue foto. La qualità non è eccelsa, ma comunque si può vedere quanti diversi morfotipi si possono incontrare in uno spazio relativamente ristretto.
Su nessun'altra montagna del sud Italia si può incontrare una tale variabilità. Le piante del Sirino e del Volturino sono tutte piuttosto simili e lo stesso si deve dire anche per le piante di molte stazioni alpine.
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Alburni, La Nuda 1550 mt. Foglie glabre punta scura; rosette con forma globosa
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Alburni C. d'Amore 1550 mt.
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Alburni La Nuda
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Alburni valico Mt. Pizzuto. Stoloni lunghi, legnosi ricoperti di foglie; polloni pelosi, poi nudi sulle foglie interne; foglie verde scuro
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Mt. Cervati; stoloni sottili nudi, foglie con punta acuta, glabre
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Mt. Cervati cima 1898 mt. Rosette globose, foglie glabre
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Mt. Cervati 1840 e 1860 mt. Foglie pelose sulle facce esterne

Anche il colore dei fiori, che mi è stato solo descritto, pare sia molto variabile, va da un rosa chiaro, tipico del S. tectorum, ad un rosso con un più o meno evidente margine bianco.

Spero di aver soddisfatto la curiosità di Joop. Se avete domande, sono a disposizione.

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Re: I semprevivi degli Alburni e del Cervati

Messaggioda Mariangela » 27/08/2013, 11:18

Ho dimenticato di aggiungere che entrambi i monti hanno suolo calcare, che le varie forme non sembrano essere legate ad una particolare nicchia ecologica e che tutte mantengono gli stessi caratteri anche in coltivazione.
Metto qui delle foto che mostrano meglio i particolari, anche se solo di alcune forme.
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Re: I semprevivi degli Alburni e del Cervati

Messaggioda Joop Huyslook » 04/09/2013, 10:10

La variabilità di questi sempervivi è davvero sensazionale. Che colori, che forme!
Grazie tante di questa descrizione interessante.
Per inciso, non si può fare uno scan delle foto per una megliore qualità?

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Re: I semprevivi degli Alburni e del Cervati

Messaggioda Mariangela » 07/09/2013, 13:39

Mi scuso, ma ho letto solo ora. Purtroppo la qualità delle foto non è affatto buona e anche scannerizzandole non si potrebbe ottenere nulla di meglio.
Sarebbe interessante fare un giro su quei monti, non facili da percorrere per la verità, come molte montagne del Sud, per la scarsità di sentieri segnati e per le nebbie che arrivano improvvise.

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Re: I semprevivi degli Alburni e del Cervati

Messaggioda Ghido » 14/12/2013, 22:03

Innanzitutto mi complimento con te, per le tue conoscenze in merito!
Se penso che colleziono non da tanti anni e mi piacciono le Agave, vorrei un giorno diventare come te e avere la tua cultura botanica! :)
Complimenti! :)

E poi ce n'è uno che hai menzionato, che mi piace assai (come direbbero a Napoli) :D
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Re: I semprevivi degli Alburni e del Cervati

Messaggioda Mariangela » 16/12/2013, 15:23

Grazie per i complimenti. Ti auguro di superarmi. Io sono ancora molto, molto lontana dal sapere tutto sui semprevivi. Non so assolutamente nulla delle specie dell'Est Europa, nonostante le molte informazioni che gentilmente mi dà un amico tedesco, il quale ha esplorato Balcani, Carpazi e Caucaso, parecchie volte. I semprevivi,(lo dico per trovarmi una scusa :wink:) sono però un grosso caos. Sono piante giovani; si suppone abbiano cominciato a differenziarsi solo dopo l'ultima glaciazione.
Con le Agavi forse va meglio. Intanto si parte dal Gentry, che sarà pure superato, ma che è un buon inizio. Un ottimo sito per cercare informazioni è quello dei globetrotters, Julia Etter e Martin Kristen, che hanno scritto diversi articoli per noi e che sono degli esperti del genere: www.agavaceae.com.

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