Ma di cosa potrei parlare?

Spazio dedicato alle succulente italiane ed a quelle aliene che si sono adattate a vivere nel nostro ambiente naturale

Ma di cosa potrei parlare?

Messaggioda Mariangela » 23/09/2013, 15:55

E' da un bel pò di tempo che non vi rendo partecipi delle mie mirabolanti avventure. So di esservi disperatamente mancata :lol: , mi spiace. Rimedio subito.
Orobie occidentali, versante bergamasco. sempre loro e sempre da sta parte.
Perchè? Vi starete domandando. Che ci sarà mai di così interessante? Paesaggio e rifugi "del gusto", a parte, è quello che non c'è che mi stuzzica. Non c'è il semprevivo arachnoideum. Non c'è e non si capisce perchè. Per contro, qui, come potete notare da voi, abbonda il "raro" wulfenii.
Siamo tra due note stazioni sciistiche: Foppolo e San Simone.
DSCF3723 r.JPG
Al margine del bosco
DSCF3724 r.JPG
Li vedete?
DSCF3758 r.JPG
Lungo il sentiero

Stiamo salendo al Passo Dordona.
DSCF3736.JPG
le postazioni della linea Cadorna
DSCF3740.JPG
postazione di mitragliatrice e sullo sfondo il Disgrazia
DSCF3742.JPG
trincee


Segue..

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Re: Ma di cosa potrei parlare?

Messaggioda millina » 23/09/2013, 19:55

bello il semprevivo :) ma il paesaggio à veramente da sballo :D
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Re: Ma di cosa potrei parlare?

Messaggioda Mariangela » 24/09/2013, 9:22

La "linea Cadorna" è un sistema difensivo costruito tra il 1899 ed il 1918, con lo scopo di proteggere la pianura padana dall'invasione, oltre che dei nemici "storici", forse anche degli svizzeri, ..pensavano. (Magari gli svizzeri ci avessero invaso, penso io! :greedy: ). La linea, che ha una lunghezza impressionante, ha visto al lavoro 40.000 uomini ed è costata 105 milioni di lire di allora! :o . In alcuni località, le postazioni di artiglieria, le trincee e gli alloggiamenti, sono stati ristrutturati.
E torniamo ai semprevivi.
DSCF3745 r.JPG
Sempervivum montanum

Sempervivum montanum è abbondante ancor più del wulfenii, mentre il loro ibrido, in quest'area, è piuttosto raro. Io ho trovato solo un piccolo gruppetto. Evidentemente, la barriera prezigotica, qui, funziona. Le due specie hanno periodi di fioritura sfasati; prima fiorisce S. montanum e poi S. wulfenii. Le condizioni climatiche stagionali mandano però spesso tutto a "carte e quarantotto". Purtuttavia, quest'anno, nonostante abbia fatto freddo e addirittura sia caduta la neve fino ai primi di luglio, le fioriture non si sono sovrapposte.
DSCF3747 r.JPG
Paesaggio con Pulsatilla

Quelle palline grigastre nella foto sono i frutti della Pulsatilla.Arrivare qui quando Pulsatilla e Rododendri, ugualmente abbondanti, sono in fiore lascia sbalorditi. :P Lo spettacolo è davvero fantastico!
Siamo sempre al Dordona, ma abbiamo scavalcato e siamo ora in provincia di Sondrio. Il versante è quello settentrionale.
Ancora si incontrano S. montanum e S. wulfenii, nonostante l'esposizione sia cambiata e sia meno ..gradita alle piante.

Fine della seconda puntata.

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Re: Ma di cosa potrei parlare?

Messaggioda Mariangela » 24/09/2013, 15:41

Visto l'entusiamo con cui avete accolto questo mio intervento, mi sa che mi conviene chiudere velocemente. Non vorrei farvi cadere tutti addormentati. :lol:
Perciò, terza ed ultima puntata. Per arrivare a passo Tartano bisogna "circumnavigare" una montagna. Magari circumnavigare è un termine un pò esagerato, bisogna aggirarla. Non che sia una cosa faticosissima, ma insomma... :shock:
Il tratto più faticoso è l'ultimo, quando si comincia a vedere la croce e non si arriva mai.
DSCF3783 r.JPG
la croce di Passo Tartano
.
Anche qui migliaia di S. montanum e S. wulfenii, ma niente S. arachnoideum. Eppure l'ambiente è perfetto. Rocce silicee, esposizione a mezzogiorno...
DSCF3784 r.JPG
L'ambiente, perfetto, ma ....

Capire qual'è il problema, sembra essere impossibile. Per me, almeno. :cry:
Una volta giunti in cima. Lo spettacolo è straordinario. Ancora vista su Disgrazia e Bernina e poi, appena sotto i Laghi del Porcile.
DSCF3780 p.JPG
Laghi del Porcile
Sono laghi di origine glaciale, detti "a rosario" per la loro disposizione.
Anche dal Tartano passa la "linea Cadorna", ci sono postazione di artigliera, trincee ed alloggiamenti.
S. wulfenii è, come ho detto, tutt'altro che raro qui, nonostante si sia sul bordo estremo del suo areale. La specie però non forma mai i grossi gruppi che forma S. montanum. Anche in natura, è piuttosto lenta.
DSCF3790 r.JPG
S. wulfenii


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Re: Ma di cosa potrei parlare?

Messaggioda Rachele » 24/09/2013, 16:28

Come ti invidio Mariangela !
Io più che cadere addormentata sento che mi casca qualcosaltro .... c'é chi passa le sue giornate a lavorare e a sprofondare sempre più nello stress del lavoro e dei ritmi che la vita ci impone ..... altro che scampagnate tra i monti . Io trovo a stento il tempo x andare a fare la spesa .
Le guardo proprio volentieri queste tue immagini mentre aspetto le bambine a lezione di eqitazione . Santo smartphone !
Ke la forza sia con te...
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Re: Ma di cosa potrei parlare?

Messaggioda Mariangela » 26/09/2013, 16:29

Ho appena finito di leggere un interessante studio riguardante le specifiche interazioni neve/substrato con particolare riferimento alle dinamiche del carbonio e degli elementi nutritivi del suolo, quale l'azoto. Nonchè, gli effetti che lo scarso innevamento ha sul suolo: scarso isolamento e maggiore incidenza dei cicli di gelo e dislego che possono alterare l'attività dei microorganismi del suolo. Per farla breve: la presenza o l'assenza di determinate specie in certe aree può avere una miriade di ragioni, comprese quelle che ho appena detto, alle quali io non ho mai pensato e che non saprei nemmeno come individuare.
Conclusione: farei meglio a darmi all'ippica :lol:
O ad accontentarmi dei paesaggi.
100_0135.JPG


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