Plumerie thailandesi

Consigli e tecniche per la semina e la propagazione di cactus e succulente

Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 26/06/2011, 15:31

In Sicilia la Plumeria acutifolia è presente in innumerevoli balconi, nota localmente col nome di "Pomelia" è pianta che, per il profumo dei suoi fiori, trova giusta collocazione accanto all'altrettanto diffuso Gelsomino.
La sua coltivazione, atteso il clima estremamente favorevole, non presenta difficoltà tant'è che se ne trovano molti esemplari coltivati in piena terra dove raggiungono dimensioni di grossi alberi, davvero spettacolari durante la fioritura.
Dalle mie due, coltivate in vaso, ho realizzato innumerevoli talee che sono andate ad amici ovunque residenti, mi auguro siano sopravvissute ai freddi del nord...
Molto meno diffuse, invece, le Plumerie nelle varietà di ibridi thailandesi che offrono molte varianti di colore ed allora.... ho deciso di seminarne alcune.
Un seme dopo idratazione per circa 15 ore:

PlumerieSeme.JPG

due immagini della cassetta di semina:

Plumerie01.JPG


Plumerie02.JPG

Non appena applicato il coperchio, si è creato il vapore che, almeno spero, favorirà la germinazione:

PumerieInUmido.JPG

Terrò aggiornato il thread coi futuri sviluppi.
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda bruno » 01/07/2011, 9:57

Bella semina Tom, aspettiamo aggiornamenti. Non ci dovrebbero mettere molto a germinare.....
Ciao :)
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda danymo » 01/07/2011, 12:35

Ottima spiegazione Tom :wink: , non sapevo che i semi dovevano essere idratati ... li hai tenuti in acqua tiepida o a temperatura ambiente?
Gianna aveva regalato alla ReDS alcune bustine di semi di plumerie, chissà se qualcuno ha avuto successo nella germinazione?
Grazie e ciao
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 01/07/2011, 19:35

Tutte le info sulla semina le ho trovate QUI ma, per ragioni di assortimento, i semi li ho acquistati su un diverso sito di cui potrò fornire il link in MP.
Per l'idratazione ho lasciato i semi per una notte tra fogli di carta Scottex ben intrisi d'acqua.
Questa nuova mini-avventura è nata da una ricerca effettuata in rete per conto di una collega d'ufficio che è un po' maniaca di Plumerie e desiderava acquistarne di colorate, i prezzi andavano da circa 20 euro per altezza 15 cm sino a circa 80 euro per 100 cm. (+ spese di spedizione) e mi sono sembrati prezzi spropositati probabilmente perchè qui in Sicilia la Plumeria acutifolia (fiori con petali bianchi e cuore giallo) la prendiamo quasi per nulla dato che si riproduce facilmente per talea e quasi in ogni balcone ne trovi una.
Mi sono imbattuto allora nell'idea "semi" e atteso che una bustina da 5 semi costa meno di due euro e che alla prima estate pare si raggiungano già anche 30 cm. di altezza, era inevitabile che facessi un ordine di nove varietà (me ne hanno aggiunta una decima in omaggio) con una spesa totale, incluse spese di spedizione, intorno ai 20 euro.
Col mio inglese moooolto rudimentale ho inserito la nota "To avoid thefts, seal the envelope very well, please", hanno capito perfettamente e devo dire che in circa dieci giorni la busta è arrivata e il nastro adesivo si sprecava.
Ho già promesso che vi terrò fotograficamente aggiornati di ogni sviluppo. :)
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 02/07/2011, 11:45

Eccoleeee!!
Stamattina scoperto il grande evento a sei giorni dalla semina...
Trovata anche un po' di muffetta superficiale sul substrato, spruzzato tutto con soluzione di Previcur+Ossicloruro di rame.
Conto, domani, di trasferire in asciutto quelle già germinate.

PlumerieGerm01.jpg


PlumerieGerm02.jpg


PlumerieGerm03.jpg
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 07/07/2011, 18:54

Devo dire che la velocità di crescita è notevole, qualcuna ha già una coppia di foglioline che emergono tra i cotiledoni, oggi è il 7 Luglio, le foto sono state scattate stamattina quindi siamo a soli 10 giorni dalla semina.
Qualche varietà non ha ancora germinato (una sola in realtà, la colonna 3 è infatti vuota) o hanno germinato non tutti i semi (colonna 7 solo uno...), vedremo nei prossimi giorni.
Di giorno le tengo dove arriva il sole schermato da una tettoia in resina opalina e la cassetta è coperta da un velo di tessuto-non-tessuto che filtra ulteriormente i raggi ed impedisce visite di moschine indesiderate, la sera le sposto in uno sgabuzzino in cui la temperatura notturna si mantiene sui 28 °C e l'aria è parecchio umida per la presenza di mastelli pieni di pomice, acquistata recentemente, che era stata insaccata molto bagnata e sta asciugando.

PlumerieGerm01a.JPG


PlumerieGerm02a.JPG


PlumerieGerm03a.JPG


PlumerieGerm04a.JPG


Plumerie Germ5a.JPG
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Rachele » 07/07/2011, 20:39

Che spettacolo !!!
Guardo il tuo post con un pizzico di invidia visto che in questo periodo ho pochissimo tempo da dedicare alle mie grasse.
Ho appena conosciuto le plumeria , ne ho un esemplare in affido temporaneo ( è di Luigi , acquistata a Grottammare....era un problema portarsela in treno :lol: ). Devo dire che sono piante magnifiche . Non avevo mai sentito un fiore dal profumo così delizioso .
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 07/07/2011, 21:55

Rachele ha scritto:Che spettacolo !!!
Guardo il tuo post con un pizzico di invidia visto che in questo periodo ho pochissimo tempo da dedicare alle mie grasse.
Ho appena conosciuto le plumeria , ne ho un esemplare in affido temporaneo ( è di Luigi , acquistata a Grottammare....era un problema portarsela in treno :lol: ). Devo dire che sono piante magnifiche . Non avevo mai sentito un fiore dal profumo così delizioso .

Oggi era il mio primo giorno di ferie, mi sono scatenato in terrazzo e mentre lavoravo ti ho anche pensato, sai? Sì, perchè ho rinvasato un mio Cleistocactus strausii arrivato ad oltre un metro di altezza e mi sono ricordato delle tue foto col tuo esemplare fiorito e delle tue coltivazioni a cielo aperto che mi hanno fatto decidere di piazzare il mio dove sarà anche esposto alla pioggia ma, causa altezza, non avevo altre scelte....
Gli scambi sui Forum hanno anche questo di bello, magari ci si pensa l'un l'altro senza dirselo, si sfruttano le altrui esperienze, nascono amicizie virtuali sulla base di una passione comune, mi pare davvero una cosa straordinaria.
Quanto alle Plumerie.... Una curiosità....Se dovessi trovarti a Palermo d'inverno probabilmente ti stupiresti nel vedere delle strane piante che sembrerebbero alberi delle uova....
Sono le Plumerie .... Sì, perchè c'è una vecchissima abitudine che serve a proteggere gli apici durante i mesi invernali, si usano gusci di uova cui è stata asportata la capocchia più appuntita lasciando un foro sufficiente a far passare l'apice, si usano come cappucci.
Una volta mi son sentito furbo e moderno ed ho usato, allo stesso scopo, dei bicchierini da caffè in plastica.... son volati via al primo soffio di vento, coi gusci d'uova non accade.... :lol:
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 11/07/2011, 17:18

Mi sento un po' un idiota e un po' come quei genitori che si scordano i figli in macchina sotto il sole...
Un nervoso indescrivibile....
Era andato tutto a meraviglia, le tardive che via via germinavano e venivano trasferite in asciutto nella cassetta col velo protettivo, questa cassetta la spostavo via via durante il giorno nel posto più luminoso ma al riparo dai raggi del sole, tutto sembrava avviarsi verso un successo prossimo al 100%.
Ho spostato la cassetta con l'intenzione di far prendere dieci minuti di sole (sempre comunque filtrato dal tessuto-non-tessuto) solo che sono stato distratto, ho lasciato il terrazzo pensando di tornare in pochi minuti ed invece la distrazione è stata prolungata e mi sono scordato della cassetta che è rimasta un'ora e mezza sotto il sole.
Un disastro inimmaginabile.... Per il calore si sono addirittura piegati alcuni dei triangolini di acetato che uso per numerare provvisoriamente i vasetti (nella prima foto visibile il n. 4 in basso)
Oltre trenta plantule già sicuramente distrutte, non ho ancòra fatto l'esatto bilancio, qualcuna forse si salverà.
Le immagini non possono esprimere quanto profonda sia la mia arrabbiatura (di quelle con due Z).... :evil: :furious: :(

PlumerieArrosto01.jpg


PlumerieArrosto02.jpg
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda thea » 11/07/2011, 17:55

Un vero peccato, speriamo che qualcosa si salvi e in bocca al lupo.
Da tempo volevo farti una domanda, dove trovi quei bei vasetti quadrati color cotto, io detesto i vasetti nero funerreo, ma non trovo
alternative.
Ciao Thea
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 11/07/2011, 18:46

thea ha scritto:Un vero peccato, speriamo che qualcosa si salvi e in bocca al lupo.
Da tempo volevo farti una domanda, dove trovi quei bei vasetti quadrati color cotto, io detesto i vasetti nero funerreo, ma non trovo
alternative.
Ciao Thea


Quei bei vasetti quadrati color cotto sono un prodotto della mia schizofrenia (o simile patologia neurologica).
Non si trovano, non esistono e, estetica a parte, quelli neri se prendono sole diretto diventano forni crematori.
Li ho acquistati neri dalla Audisio e poi li ho pazientemente dipinti, prima spruzzati con una bomboletta di "Aggrappante per plastica" della Arexons e poi verniciati a pennello con due mani di un acrilico tinta "Terra di siena naturale".
Ci sono foto interessanti QUI dove ho mostrato le mie ciotole derivate dalle coppette per macedonia...
Sì, hai ragione, da quando hanno chiuso i manicomi c'è strana gente in giro.... :lol:
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Rachele » 11/07/2011, 21:23

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!! :cry_baby:
Che peccato , ma sono cose che purtroppo capitano quando si hanno tante cose da fare.
Speriamo che ci sia una qualche ripresa.
Non avevo visto a suo tempo il tuo post sulle ciotole verniciate e sono rimasta a bocca aperta :P
Un'idea geniale ! Vorrei avere + tempo , ma soprattutto la tua precisione e il tuo perfezionismo. :clap2: :clap2: :clap2:
PS : che carino che 6 stato a pensarmi mentre spostavi il tuo straussii! :)
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda thea » 12/07/2011, 17:03

Complimenti per vasi e ciotole verniciati, sei un vero perfezionista e l'estetica ci guadagna enormemente.
A questo punto però mi domando, se i vasi neri rischiano di lessare le radici delle piante, perchè tutti i vivaisti
dalle Alpi alle Piramidi usano vasi neri ? Sono degli sciagurati loro oppure siamo eccessivamente perfezionisti
noi, anzi voi, io mi chiamo fuori.
Ciao Thea
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 12/07/2011, 19:13

thea ha scritto: A questo punto però mi domando, se i vasi neri rischiano di lessare le radici delle piante, perchè tutti i vivaisti
dalle Alpi alle Piramidi usano vasi neri ? Sono degli sciagurati loro oppure siamo eccessivamente perfezionisti
noi, anzi voi, io mi chiamo fuori.
Ciao Thea

I vivaisti, a mio avviso, sono opportunamente attrezzati (serre, reti ombreggianti, etc..) ma credo giochi molto il fatto che nei bancali i vasi sono accostati uno all'altro (tutti della stessa misura, tra l'altro) quindi solo i più esterni esporrebbero la suferficie laterale al sole ma, in genere, i bancali sono in muratura ed hanno una certa profondità, c'è una bassa paretina che protegge.
Che poi quelli neri siano i più diffusi è perchè il loro costo è parecchio più basso, la plastica nera si produce con minor costo industriale rispetto a quella color cotto.
Ma hai mai provato a lasciare in pieno sole per ore un vasetto nero e poi a toccarlo? Farà almeno 50 °C, non credo si tratti di perfezionismo ma potrei essere io a farmi più preoccupazioni del necessario....
:idea: Domani proverò in concreto misurando con un termometro a sonda la temperatura del substrato di un vasetto nero e di uno color cotto esposti al sole uno accanto all'altro, ti farò sapere... :)
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Rachele » 13/07/2011, 13:34

E' incredibile la tua curiosità e la tua continua voglia di fare esperimenti, Tom.
Xò questo dubbio sulla temperatura del substrato è una cosa che mi ha sempre stuzzicata , ma essendo tecnicamente incapace di fare esperimenti mi limiterò ad ammirare il tuo lavoro.
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 13/07/2011, 20:23

Rachele ha scritto:E' incredibile la tua curiosità e la tua continua voglia di fare esperimenti, Tom.
Xò questo dubbio sulla temperatura del substrato è una cosa che mi ha sempre stuzzicata , ma essendo tecnicamente incapace di fare esperimenti mi limiterò ad ammirare il tuo lavoro.

Devo dire che hai una grande capacità di analisi psicologica - peraltro a distanza - ed anche grande attenzione a ciò che viene scritto, ci hai azzeccato che di più non potevi !
E' vero, ho una grande passione per scienza, tecnologia, sperimentazione e, soprattutto, per il fai-da-te che ti porta sempre a cercare il modo per raggiungere un obiettivo servendoti di tutto ciò che hai a disposizione ed attraverso le più strane vie alternative rispetto a soluzioni canoniche.
Non sottovalutarti, non serve capacità particolare per un esperimento come quello, è solo necessario disporre di un termometro adatto perchè il termometro clinico di solito non supera i 42-43 gradi ed a temperature superiori esplode.
Tempo fa, per puro caso, su un sito internet ho visto un termometro digitale a sonda, tipo quelli che si usano per misurare la temperatura interna degli arrosti, soprattutto per ottenere un roast-beef cotto al punto giusto, misurava da -30 a +120 °C, costava pochi euro e l'ho acquistato.
Torniamo all'esperimento condotto oggi....
Mi sarei aspettato temperature più alte ed una differenza maggiore ma oggi c'era un certo venticello che attenuava gli effetti dei raggi solari, il vasetto nero ha raggiunto all'interno i 48,9 °C mentre quello color cotto si è fermato a 41,5 , non è una differenza abissale e probabilmente le cactacee sono avvezze a temperature desertiche ben più alte ma il paragone ha forse poco senso, una pianta in natura non è la stessa cosa di una pianta in vaso.
Nel complesso, atteso anche il vantaggio estetico, non mi pento del noiosissimo lavoro di pitturazione dei vasi neri.
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Leggero » 14/07/2011, 22:39

Tom ha scritto:
Rachele ha scritto:E' incredibile la tua curiosità e la tua continua voglia di fare esperimenti, Tom.
Xò questo dubbio sulla temperatura del substrato è una cosa che mi ha sempre stuzzicata , ma essendo tecnicamente incapace di fare esperimenti mi limiterò ad ammirare il tuo lavoro.

Devo dire che hai una grande capacità di analisi psicologica - peraltro a distanza - ed anche grande attenzione a ciò che viene scritto, ci hai azzeccato che di più non potevi !
E' vero, ho una grande passione per scienza, tecnologia, sperimentazione e, soprattutto, per il fai-da-te che ti porta sempre a cercare il modo per raggiungere un obiettivo servendoti di tutto ciò che hai a disposizione ed attraverso le più strane vie alternative rispetto a soluzioni canoniche.
Non sottovalutarti, non serve capacità particolare per un esperimento come quello, è solo necessario disporre di un termometro adatto perchè il termometro clinico di solito non supera i 42-43 gradi ed a temperature superiori esplode.
Tempo fa, per puro caso, su un sito internet ho visto un termometro digitale a sonda, tipo quelli che si usano per misurare la temperatura interna degli arrosti, soprattutto per ottenere un roast-beef cotto al punto giusto, misurava da -30 a +120 °C, costava pochi euro e l'ho acquistato.
Torniamo all'esperimento condotto oggi....
Mi sarei aspettato temperature più alte ed una differenza maggiore ma oggi c'era un certo venticello che attenuava gli effetti dei raggi solari, il vasetto nero ha raggiunto all'interno i 48,9 °C mentre quello color cotto si è fermato a 41,5 , non è una differenza abissale e probabilmente le cactacee sono avvezze a temperature desertiche ben più alte ma il paragone ha forse poco senso, una pianta in natura non è la stessa cosa di una pianta in vaso.
Nel complesso, atteso anche il vantaggio estetico, non mi pento del noiosissimo lavoro di pitturazione dei vasi neri.



Tom tu mi stupisci sempre... Ti leggo spesso quando posso, (anche se anch'io mi son perso la verniciatura dei vasi), ma non sempre rispondo. Probabilmente non posseggo una collezione così vasta, oppure riesco a tenere le mie piante in vasi quadri neri molto unite (quasi incastrate tra di loro direi..) ma non ho mai notato il problema del surriscaldamento dell'apparato radicale, al quale credo peraltro. A parte il fatto che qui al nord le condizioni son di gran lunga diverse io ritengo un inquinamento gratuito (scusa l'espressione...) l'uso di queste vernici su semplici vasetti di plastica che ti dureranno 2 anni o poco più (usi del PVC penso, è subito degradabile...). Non voglio creare polemica gratuita, è solo un mio pensiero come se ci stessimo parlando vis à vis. Ciao, Robi.
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 15/07/2011, 6:16

Leggero ha scritto: .... io ritengo un inquinamento gratuito (scusa l'espressione...) l'uso di queste vernici su semplici vasetti di plastica che ti dureranno 2 anni o poco più (usi del PVC penso, è subito degradabile...). Non voglio creare polemica gratuita, è solo un mio pensiero come se ci stessimo parlando vis à vis. Ciao, Robi.

Non tutto il PVC è biodegradabile, ci si costruiscono infissi e tapparelle e contenitori cui si chiede la massima durata e resistenza, escluderei che i vasi neri siano realizzati in materiali con caratteristica di biodegradabilità, ne possiedo di vecchissimi di venti o trent'anni e non mi è mai accaduto di assistere ad una loro perdita di consistenza.
Il discorso potrebbe essere diverso per i contenitori monouso e qui non ho esperienza altrettanto lunga perchè adopero soltanto da pochi mesi le ciotoline da macedonia che molto probabilmente saranno biodegradabili ma - pur non avendo conoscenza sull'argomento - credo la biodegradazione avvenga per effetto dell'aria e dei raggi UV dai quali le mie ciotole dovrebbero risultare protette proprio dallo strato di vernice acrilica - altamente resistente agli agenti atmosferici - che, almeno spero, dovrebbe impedirne la degradazione.
Sono certo che da parte tua non ci sia volontà di "polemica gratuita" ma - anche qui come se ci stessimo parlando vis à vis - non capisco perchè tu abbia ritenuto di non parlare soltanto genericamente di inquinamento ma, ancorchè scusandotene, lo abbia voluto classificare come "gratuito", suona come un giudizio su una persona che non conosci, no?
Un caro saluto.
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Rachele » 15/07/2011, 13:03

Salto a piè pari la discussione sulla verniciatura x tornare al discorso temperatura della composta.
Tra il nero e il cotto ci sono 7,4 gradi di differenza .
Non sono molti.... :hmm: x cui non dovrebbe fare una gran differenza.
Il fatto è che non credevo che la temperatura della composta potesse arrivare a 50°C!!!
Cado dalle nuvole!
Conclusione della storia : x me che coltivo un pò in vasi neri , un pò in vasi color cotto , e vado sia di plastica che di coccio a seconda di ciò che ho a disposizione.....insomma posso continuare così senza preoccuparmi troppo.
Xò al di là dell'utilità o del vantaggio la penso come Tom : l'estetica ha la sua importanza !
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 15/07/2011, 13:47

Rachele ha scritto: ....Tra il nero e il cotto ci sono 7,4 gradi di differenza .
Non sono molti.... :hmm: x cui non dovrebbe fare una gran differenza.

Non sono assolutamente in grado di pronunciarmi sui limiti delle temperature ma se leggo, per esempio, che le Ascle o i Melocactus vogliono una minima invernale intorno a +10 °C e stiamo a 5, io gli accendo il riscaldamento anche se si tratta di una differenza di 5 gradi....
Sette gradi in più o in meno rispetto a 25 °C credo anche io siano irrilevanti per qualsiasi pianta ma tra 41 e 48 non so se si possa dire che non faccia gran differenza, una febbre a 41 è gia molto preoccupante per il genere umano e credo che una ipotetica febbre a 48 sarebbe mortale....
Però, ripeto, non ho alcuna conoscenza dei limiti superiori di temperature tollerate dalle piante. :?:
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda lito » 18/07/2011, 21:05

Tom ha scritto:
Leggero ha scritto: .... io ritengo un inquinamento gratuito (scusa l'espressione...) l'uso di queste vernici su semplici vasetti di plastica che ti dureranno 2 anni o poco più (usi del PVC penso, è subito degradabile...). Non voglio creare polemica gratuita, è solo un mio pensiero come se ci stessimo parlando vis à vis. Ciao, Robi.

Non tutto il PVC è biodegradabile, ci si costruiscono infissi e tapparelle e contenitori cui si chiede la massima durata e resistenza, escluderei che i vasi neri siano realizzati in materiali con caratteristica di biodegradabilità, ne possiedo di vecchissimi di venti o trent'anni e non mi è mai accaduto di assistere ad una loro perdita di consistenza.
Il discorso potrebbe essere diverso per i contenitori monouso e qui non ho esperienza altrettanto lunga perchè adopero soltanto da pochi mesi le ciotoline da macedonia che molto probabilmente saranno biodegradabili ma - pur non avendo conoscenza sull'argomento - credo la biodegradazione avvenga per effetto dell'aria e dei raggi UV dai quali le mie ciotole dovrebbero risultare protette proprio dallo strato di vernice acrilica - altamente resistente agli agenti atmosferici - che, almeno spero, dovrebbe impedirne la degradazione.
Sono certo che da parte tua non ci sia volontà di "polemica gratuita" ma - anche qui come se ci stessimo parlando vis à vis - non capisco perchè tu abbia ritenuto di non parlare soltanto genericamente di inquinamento ma, ancorchè scusandotene, lo abbia voluto classificare come "gratuito", suona come un giudizio su una persona che non conosci, no?
Un caro saluto.

Scusate amici si mi intrometto, a proposito di vernici, ma mi preme raccontare di quella volta che decisi di decorare il terreno dei vasetti, delle mie amate piantine, con delle tessere di pietra, granito,marmo,travertino ecc.di vari colori che avevo notato a casa di un mio amico che fà i mosaici per mastiere.A fine lavoro le piante sembravano bellissime così immerse in quel deserto artificiale;ma dopo qualche settimana mi accorsi che tutte le piantine così decorate sembravano sofferenti arrossate asciutte quasi come quando si abbandona volutamente per mesi una pianta grassa al sole cocente delle mie parti.A questo punto mi vennero dei sospetti e tornando indietro chiesi al mio amico se avesse idea di come fossero trattate quelle belle tessere di pietra e lui mi rispose candidamente che erano trattate con derivati del petrolio che rendono la pietra più lucida.Senza saperlo avevo tentato di avvelenare le mie piccoline.Ciao a tutti.
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 09/08/2011, 20:51

Mettiamo da parte i discorsi sui vasi verniciati, che non erano nelle intenzioni di questo thread, e torniamo alle Plumerie che - malgrado la cocente delusione per la disavventura distratta - si sono in parte salvate e crescono con la tipica rapidità di questo genere.
Oggi ho fatto una ricerca per documentarmi sul substrato più adatto al ripicchettamento e, sinceramente, sarebbe stato meglio che avessi evitato....
Un titolatissima Plumeria Society suggerisce di miscelare bark di abete rosso, pomice, torba, sabbia grossa, letame di cavallo e farina d'ossa ma in diversi Forum (prevalentemente per le orchidee) si critica il bark in quanto pericolosa fonte di marciumi e poi col tempo si degrada, perde porosità e crea impaccamento asfissiante...
Qui in Sicilia nessuno si è mai preoccupato del terriccio delle Plumerie che ho sempre visto in comune terra da giardino, probabilmente mi son già fatto troppi scrupoli con le mie acutifolia che stanno in terriccio universale alleggerito con polistirolo grattuggiato....
Penso che opterò per un 50% di terriccio commerciale per cactacee + 25% pomice + 25% polistirolo e qualche grammo di farina d'ossa ma se qualcuno ha esperienze in merito sarò ben lieto di conoscerle.
Intanto un aggiornamento fotografico a oggi:

PlumerieSalve01.JPG


PlumerieSalve02.JPG
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Rachele » 11/08/2011, 13:18

Bravo Tom !!! :clap2: :up: :clap:
Ero sicura che ne avresti salvate !
Adesso mi hai fatto venire un gran voglia di provarci !!!
Mi sa che a settembre mi metterò alla ricerca dei semi!!!
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Tom » 11/08/2011, 15:54

Rachele ha scritto:....Mi sa che a settembre mi metterò alla ricerca dei semi!!!

Ho avuto uno scambio di mail col tipo del sito dove ho acquistato i semi perchè intendo ri-ordinare quelle "incidentate" e le due varietà che non hanno germinato per prevedibile non freschezza dei semi, gli ho chiesto quando riceverà semi freschi (è fondamentale che lo siano) e mi ha risposto che li avrà tra Gennaio e Febbraio.
Conto di prendere un nuovo contatto a inizio Marzo anche perchè la temperatura ottimale per la germinazione è tra i 28 ed i 38 °C e non vorrei mettere in funzione il germinatoio con temperature esterne ancòra troppo lontane dalla minima richiesta.
Forse la tua ipotesi di Settembre è prematura, potrebbero sbolognarti semi non proprio freschissimi, ecco il copia/incolla dalla mail ricevuta: "The freshest seeds I have from January to February. The new season for plumeria seeds starts in late autumn. My frien from thailand then offer my new seeds." (Se avessi problemi con l'inglese: "Io ho i semi più freschi tra Gennaio e Febbraio. La nuova stagione per i semi di Plumeria inizia nel tardo autunno, i miei amici della Thailandia quindi mi offrono i nuovi semi.")
Ciao.
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Re: Plumerie thailandesi

Messaggioda Rachele » 12/08/2011, 14:45

Grazie della dritta Tom , avrei fatto un macello.
Rimanderò.
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