La mia semina

Consigli e tecniche per la semina e la propagazione di cactus e succulente

La mia semina

Messaggioda Aurora » 23/08/2007, 21:32

DIARIO COLLETTIVO DELLE NOSTRE ESPERIENZE DI SEMINA

In questo Topic raccogliamo la descrizione di come ognuno di noi procede generalmente nelle proprie semine.

Vuole essere una lettura indicativa di quante diverse e molteplici possibilità  e adattamenti può essere oggetto una delle nostre attività  preferite: diventare mamme e papà  di tanti cucciolotti spinosi e succulenti!

Possiamo prendere come traccia per le nostre descrizioni il Topic di Dante:
http://www.cactus-co.com/forum/viewtopic.php?t=336

Voglio portare all'attenzione di coloro che si accingono a leggere quanto segue:
NON ESISTE LA FORMULA MAGICA DI SEMINA
ma solo una serie di principi generali da seguire e adattare alla proprio posizione geografica, alla situazione climatica, al meteo giornaliero, ai materiali a disposizione, alla qualità  dell'acqua, al periodo stagionale, al tipo di semi, alle specie che si vuole seminare, ai contenitori usati, al metodo utilizzato, alla quantità  di semi... e altre mille variabili che sono impossibili da valutare a priori, ma che fanno di ogni semina un'esperienza unica, didattica, imparando sempre qualcosa dalle positive e dalle negative.
A tal proposito è utile riportare anche queste ultime, proprio per valutare gli errori da non ripetere.

Prego coloro che andranno a scrivere la propria esperienza di essere esaurienti, cercando di toccare gli argomenti sopra elencati che ritengano utili

NAVIGATE A VISTA!!! (© By Marco Lakota!) :wink:
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Messaggioda maurodani » 24/08/2007, 22:15

ciao
Non ho una seminiera artificiale , e le mie piccole esperienze si basano solo sugli ultimi cinque anni, data che coincide con la richiesta dei semi a questa associazione, prima esperimenti fortuiti avvenivano con le poche piante autofertili che mi capitavano prima di mandarle magari in rovina :D
Abito al Nord, e la mia casa è posta in posizione favorevole, vedo il sole quasi sorgere e lo vedo anche calare.Questo in inverno mi permette di avere il lungo balcone e le finestre di casa battute , quelle poche volte dal sole. Questo significa per me, che utilizzo i balconi interni ore di sole per la piccola seminata annuale. Avendo poco spazio mi van fin troppo bene i quantitativi modici offerti. Il risultato per me , indipendente dai successi è conservare alcune plantule.
Quindi a fine febbraio e inizi marzo posso cominciare.Ciò a volte non succede per motivi tecnici, e ne avrò un discapito , perchè io ho bisogno di portare piantine a fine ottobre abbastanza formate, in quanto il loro primo inverno sarà  lungo e sicuramente all'asciutto, anche se tenute in locale freddo.
Uso scatole da gelato, quelle trasparenti.Sono abbastanza elevate da mettere un'altezza modesta di terreno .Il mio obbiettivo è che ci rimangano anche per due anni.Ciò magari per alcune non succede se la fortuna vuole che si facciano troppo spesse le plantule.
Ai principianti che non hanno uso di terricci consiglio solo in questi casi alcuni terricci delle vendite, almeno sigillati, questo come per le adulte va ridotto a miscuglio con drenanti, almeno di una quantità  al 50 per cento.
Io lo riduco al 30. Il restante uso solo lapillo e pomice.
Alcuni trucchi che ho imparato: i sacchetti delle vendite sono a volte anche grossolani, scarto tutto il solido e mantengo solo la parte fine.Ogni pezzetto di legnetto o torbe compatte , anche se disattivate in qualxhe maniera, io uso funghicida, alla lunga sono le prime zone che innestano la nascita delle muffe e delle alghe.
Ho notato che anche la pomice in seconda battuta inizia a poter diventare verdina se sottoposta a lunga umidità , e allora mi fido solamente del lapillo per la parte superiore dei vasi di semina, non deve mai essere una mattonata perchè potrebbe risultare impenetrabile alle piccole radichette dei nativi.
Dopo aver bucato le scatole semino dividendo in settori , e mi faccio una mappa sul quaderno, ciò sarà  importante, per uno sbadato come me :D
La prima volta ho avuto in terriccio molto organico, misto insomma, molte alghe, e solo una volta o due ho visto di persona il formarsi di funghi superficiali , ma che partivano dai semi, segno di un tale problema.A volte semi non buoni o non puliti bene, oppure particolari, degenerano producendo questi fenomeni.Non sporcate mai i semi prima della semina.
Un'altra volta una imperfezione nella chiusura , oppure mia troppa curiosità  hanno dato il via al banchetto delle mosche Sciara.Ne avevo già  visti i vermetti quando ai tempi seminai papaie, ma solo ora ne capii il fenomeno.
Ecco perchè una volta che decido di aprire il contenitore e dovendo permanere per il secondo mese un buon terreno umido quasi costante, uso sicuramente un'insetticida.
Il funghicida blando lo immetto al momento della bagnata primaria.
le nascite avvengono in sequenza, i lithops dopo quattro, cinque giorni , insieme ai miriostigma, altri bisogna avere pazienza anche due o tre settimane.
Quando la maggior quantità  di plantule avrà  un primo giro di pseudospinette aprirò. Vivendo quassù mi posso permettere qualche ora mattutina di sole che entra nelle scatolette, quelle del mattino e se occore anche di più, tanto fa talmente freddo da me che gli sbalzi che avvengono non sono mai negativi , infatti un troppo forte sole ne brucerebbe le potenzialità  di nascita. Può darsi che anche mi sia successo.
Non tutti i semi o le specie hanno successo con Me. Ho notato che ho un difetto, mi trovo con più fortuna con piante Nordamericane, fatta eccezione per le copiapoa che ho seminato l'anno passato.
L'estate passa a capire quale ritmo di asciutta bagnata impostare, in genere più basso di una settimana, per arrivare già  a questo periodo, settembre che impongo un aumento del periodod secco, per arrivare all'inverno, Se il tempo sarà  inclemente , le ritirerò presto, e ne gioverannno di un clima mite in casa, o nel mio piccolo laboratorio come lo chiama Rokko.
Semine in estate sono facili , anche perchè mantenendo umido il terreno nascono anche senza la forzatura della chiusura dei vasi, del resto è questo il periodo che si notano i semi nascere ai fianche delle madri.
Anche a settembre funziona, ma il mio problema , anche se ci ho provato con i Valdezianus o altre , che il primo inverno è proprio difficile.
I ragazzi e le ragazze con seminiera artificiale a questo punto mi avranno superato di quasi un anno, nelle dimensioni e nel continuare a farle vegetare anche in inverno, ma io mi accontento, anzi, ho sempre piante da regalare ....quando capita.
Mauro
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Messaggioda maurodani » 29/08/2007, 16:34

Questo il contributo notevole di Moreno, se qualcuno si ricorda altro...
http://www.cactus-co.com/forum/viewtopi ... highlight=
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Messaggioda Aurora » 03/09/2007, 20:23

La semina di Aurora:

Sono pochi anni che semino e non posso certo vantare l'esperienza di Dante o di Marco, e neanche di Mauro. Da un paio ho cominciato a “pagare” i miei debiti verso la comunità  cactofila che ai miei inizi mi regalarono semi e piante, dando a mia volta ad altri nuovi cactofili qualche piantina e qualche seme. Mi auguro sempre che questa “Catena” possa continuare!

Ho iniziato a seminare a luce naturale, ma Varese non è certo una zona geografica molto felice. Generalmente i mesi di aprile e maggio sono piovosi, con qualche eccezione come quest'anno, che ha fatto un aprile caldissimo e un maggio piovoso.
Sono quindi passata alla seminiera a luce artificiale, e generalmente, non semino quasi più niente a luce naturale.

La mia seminiera
Ho approntato la seminiera come una grossa scatola di truciolato da 1cm con apertura mobile sul davanti, tenuta ferma da ganci. Montata su rotelle e rinforzata sotto da due piccole barre a U. Dimensioni 50x50x100
Poco dopo il montaggio mi sono accorta che era troppo alta, ma ormai ero troppo avanti per rifare il lavoro e questo è un difetto che mi segna le piante. Ho ridotto un poco il problema sollevando il più possibile i contenitori di semina.
All'interno abbiamo messo due neon da acquario, presi usati di un anno, marca grolux, uno del modello sungloo e uno acquagloo, più due neon Osram di cui ho perso confezione e dati, ma che mi erano stati consigliati. E' già  due anni che mi dico che dovrei cambiare i neon di acquario che ormai fanno ben poca luce, appena trovo l'offerta”¦
Per il riscaldamento non ho problemi: Balast al posto dei reattori (recuperati da lampadine a risparmio da discount). Con neon accessi l'interno della se miniera raggiunge temperature ottime. Il lavoro tecnico è stato fatto da mio fratello (perito informatico col pallino di elettronica e bricolage “elettrico”).
La seminiera è ricoperta all'interno con dei pannellini di pvc adesivo su cui ho incollato la carta stagnola dalla parte riflettente, sperando che rifletta più luce possibile. Purtroppo l'umidità  e le gocce d'acqua hanno reso l'alluminio opaco. Dovrei dargli una pulita con acqua e aceto per togliere il calcare prima o poi”¦
Ah, piccola nota per ridere: il piano sopra la seminiera è il dormitorio diurno preferito dal mio gatto che apprezza particolarmente il suo tepore.

Periodo di semina
Effettuo, se possibile, due semine all'anno, una in inverno, durante le vacanze di Natale (ma solo perché ho tempo) e una a primavera inoltrata. Porto le piante a luce naturale quando hanno raggiunto la dimensione della punta del mio mignolo (per le spinose) o quando credo siano pronte.
Quest'anno proverò anche una semina a settembre (questione di giorni). Principalmente di Ariocarpus, provando anche il terriccio con Akadama.

Temperature di semina
La seminiera artificiale ha il pregio di dipendere poco dalle condizioni climatiche. In inverno, con i termosifoni accessi che riscaldano la stanza dove tengo la seminiera (un locale usato come ripostiglio-sala pc e passatempi vari) ho temperature che variano tra i 15 gradi notturni e i 30 di giorno. In estate le temperature variano tra i 20 gradi e i 38, quando le temperature esterne minacciano di aumentare troppo la temperature interne apro uno spiraglio della seminiera, anche se questo velocizza l'asciugatura dei vasetti in tempi molto rapidi.

Il mio terriccio
Uso generalmente un terriccio poco più ricco di quello delle piante adulte, e fino ad oggi non ho mai provato il terriccio completamente minerale.
Uso per le semine spinose questa composizione (all'incirca): 30 lapillo, 20 pomice, 40 terriccio per cactus già  pronto e appena aperto, 10 sabbia quarzifera. Anche in superficie solo sabbia quarzifera. Quest'anno ho provato a mettere sulla superficie di alcuni vasi anche del ghiaietto di quarzo per acquari e mi ritengo più soddisfatta della sabbia perché “non fa la crosta”, costringendomi poi ad “arare” la superficie del vasetto con lo stuzzicadenti ogni 2/3 settimane.
Per le piante non-cactacee, ho ben poca esperienza, avendo iniziato praticamente quest'anno. Ho usato un terriccio di 40 lapillo 50 terriccio per cactus e 10 sabbia, più ghiaietto di quarzo in superficie

L'acqua
Uso semplicemente acqua di rubinetto decantata qualche giorno

I semi
Qualsiasi provenienza! Miei, di amici, della BSS, ordinati da Mesa, da IlSole, da C&Co, da Brno, da Kohres”¦ A volte con successo a volte no, a volte con sorprese impreviste a volte esattamente quello che mi aspettavo. A volte semine con successi vicini al 100% e altre volte dei miseri 0.
Non tratto i semi con nessun prodotto. Se sono miei li lavo semplicemente con acqua distillata, facendoli asciugare su degli scottex sopra la seminiera (uso il leggero calore dei neon facendo attenzione che il gatto non ci dorma sopra)

Uso di prodotti chimici e fito-farmaci preventivi
Non ne uso. Mi limito a qualche goccia di soluzione di acqua e propoli nel caso di alghe particolarmente invasive o funghi. Non sterilizzo il terriccio di semina. Lavo i contenitori riciclati con acqua e candeggina.

Contenitori
Praticamente ogni contenitore che riesco a recuperare e che ritengo adatto: vaschette dei formaggi e delle mozzarelle, vaschette del gelato del supermercato (quelle rettangolari), vasetti di yogurt abbastanza rigidi, vasetti quadrati neri”¦ l'importante è che durino almeno 2 anni senza rompersi in condizioni di caldo umido. Tutti i contenitori devono essere bucati abbondantemente sotto, per permettere di drenare, ma anche di assorbire velocemente quando bagno per immersione.
Ho utilizzato negli ultimi due anni quelle fioriere rettangolari piccole e lunghe, per seminare in serie di strisce fitte da 1cm, così da avere anche 35-40 bustine una dietro l'altra. Tutto sommato vanno bene, occupano poco spazio e si spostano facilmente. Il problema è quando si ottengono risultati molto variabili di successo. Così che magari si trovano 3 centimetri di spazio fitto e spinoso e poi mezzo vasetto vuoto. Quest'anno sono tornata a preferire i contenitori con al massimo 5-10 specie insieme

La semina
Mi preparo con anticipo i contenitori, i semi pronti, le etichette, le fotocopie del registro di semina, i terricci e”¦ almeno mezza giornata di pace e tranquillità .
Cerco di dividere le varie tipologie di semi a seconda della velocità  di crescita, così da non mettere assieme lente con veloci. Sistemo terriccio, etichette, divisori (vecchie tessere telefoniche, o strisce di plastica rigida). Quando tutto è pronto immergo il contenitore in una vaschetta più grossa piena d'acqua e aspetto che tutto quanto sia ben imbibito, poi scolo e faccio sgocciolare un poco. Metto sotto il sacchetto (tipo quelli da congelatore) che userò poi per chiudere così che cominci a raccogliere l'acqua in eccesso.
A questo punto semino in serie, già  prima avevo preparato tutte le bustine una in fila all'altra, registrando data, provenienza, nome e numero dei semi sul mio foglio con tabella excel. Poi chiudo il sacchetto con il filo metallico plastificato (proprio quello che danno insieme ai sacchetti del congelatore) e metto il tutto in seminiera.
Le plantuline cominceranno a spuntare pian piano, a seconda del tipo di seme, o anche mai se il mio metodo non funziona o i semi non sono “buoni”.
Comincio ad osservare un giorno si e uno no i contenitori per segnare sul registro l'andamento di semina per i primi 10-15 giorni, poi più sporadicamente.

Il ciclo asciutto-bagnato
Comincerò ad aprire i sacchetti solo dopo che le plantule daranno segni di spinette, ma sempre dopo almeno 2-3 mesi. Prima aprirò solo sopra, così da cominciare a far asciugare completamente il terriccio, ma lentamente. Poi togliendo completamente il sacchetto e inzuppando per bene i vasetti sempre dal basso, facendo asciugare prima per pochissimi giorni (2-3 al massimo), poi sempre di più, fino ad arrivare a cicli di asciutta anche di 15-20 giorni tra una “inzuppatura” e l'altra.

Il primo inverno
Difficile parlare di inverno in una seminiera artificiale con le stagioni praticamente sempre uguali. Però qualche differenza la faccio io. Quando le temperature minime della seminiera cominciano ad abbassarsi dirado sempre più le bagnate, cominciando a nebulizzare più che a inzuppare. Faccio passare anche 1 mese tra una bagnata e l'altra con solo 2-3 leggere spruzzate d'acqua.
Dopo circa 6 mesi, ma a volte anche un anno, tiro fuori le piante dalla seminiera.
Quest'anno per la prima volta ho tirato fuori piante di 4 mesi e le ho portate in serra. Hanno più che gradito, crescendo ed eguagliando in dimensioni quelle dell'anno prima.

Ripicchettaggio
A volte dopo pochi mesi, a volte anche dopo 2-3 anni. Dipende da quando lo ritengo necessario, ma soprattutto dal mio tempo a disposizione.
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Euforbie da seme By Beppe

Messaggioda maurodani » 06/09/2007, 12:28

Beppe58 ha scritto:Alcune mie osservazioni sulla semina delle euphorbie,ma non prendetele come “vangelo”


Pur continuando a seminare un po' di tutto,da un po' di anni a questa parte mi sto dedicando prevalentemente a questa famiglia.
Composta
circa il 30% di terriccio,il rimanente 70% di pomice e lapillo in parti uguali.Gli inerti li setaccio 2 volte,una per avere una granulometria massima di circa 3 mm. e una a maglia finissima per togliere la”polvere”che si compatterebbe alla prima annaffiatura.Alcune volte ho sterilizzato la composta,mettendola umida in forno a circa 80 g° per 45 minuti.Devo dire che non ho notato grandi differenze tra composta sterilizzata e non.
Semina:
Non seminando quantità  industriali per singola specie,uso di norma il 6 quadrato per ognuna.
15 vasetti stanno giusti in una vaschetta di plastica recuperata(profitterol !!) e 3 vaschette all'occorrenza stanno comode nel germinatoio.Sul fondo del vasetto metto una retina (tipo antizanzare)invece dell'inerte grossolano.Così è immediato l'assorbimento per capillarità  dell'acqua nelle irrigazioni future.Anche pochissima viene assorbita uniformemente.
Metto la composta/semina e con un paio di colpetti la assesto leggermente.
Inumidisco immergendo i vasetti in acqua piovana dove ho precedentemente aggiunto un anticrittogamico(tipo Propamocarb,Fosetil-alluminio,Ziram).
Lascio sgocciolare l'eccedenza e poi distribuisco i semi.Quelli di euphorbia sono generalmente più grandi di altre succulente e allora li interro un po' schiacciandoli con un tappo di sughero oppure li infosso manualmente con le pinzette.Poi li ricopro con circa 1 mm. di pomice setacciata fine(1 mm.circa e senza polvere per il motivo di cui sopra ).Ho notato maggior % di nascite coprendo con pomice invece che sabbia di quarzo.Probabilmente la pomice trattenendo + acqua mantiene più umidità  ai semi rispetto al quarzo.Così anche i semi ritardatari avranno maggiori probabilità  di farcela.Copro con pellicola trasparente e chiudo con un'elastico.
Temperatura
Indicativamente tra 16 e 28 g°.(quì non prima di metà  maggio) Ho notato spesso che in piena estate con massime oltre i 30 g° alcune si rifiutano di germinare.Mi è successo più volte di euph.seminate a metà  maggio che si sono decise a fine agosto-settembre.Potrebbe però anche essere dovuto alla maggior escursione termica,non l'ho ancora capito”¦Ovviamente più i semi sono freschi maggiori saranno le % di nascite.
Germinazione
Con le euphorbie bisogna dare fin da subito + aria e luce altrimenti ci si ritrova con “germogli di soia”(questo termine lo prendo in prestito da un caro amico) e lunghe,esili e facilmente attaccabili da funghi avranno poche probabilità  di sopravvivenza.Un'esempio classico:l'obesa dovrebbe essere il più possibile come un granello di pepe appena appoggiato al terriccio.Quindi un paio di giorni dalle prime nascite è opportuno togliere la copertura.Anche per questo motivo mi trovo meglio a seminare singolarmente ogni specie e non in un unico vaso.Saranno loro a dire se vorranno ancora + luce, se tenderanno ad andarla a cercare.
Innaffiature
“a vista”come dice Marco,cerco di mantenere il terriccio appena/leggermente umido per i primi mesi,se nell'autunno sono decentemente cresciute diminuisco ancora l'acqua e in inverno nella camera fredda se troppo raggrinzite le nebulizzo aggiungendovi un funghicida .Se piccoline o particolarmente preziose,estate(o quasi..) a oltranza nel germinatoio,quindi acqua regolarmente.
Ho detto quasi estate perchè per alcune i circa 7000 lux del germinatoio sono scarsi.Alcune altre misurazioni tanto per avere un'idea:Una giornata mediamente nuvolosa circa 15000 lux,un primo pomeriggio,cielo terso,in pieno sole oltre i 90000 lux.,praticamente fondo scala dello strumento.
Ancora sulla luce artificiale:i neon dopo circa 1000 ore avranno perso approssimativamente un 20% della luminosità  iniziale.Io li sostituisco annualmente.

Concimazioni
Niente almeno fino alla primavera successiva.Dovendo andarsi a cercare nutrimento(e anche l'acqua,dopo tante stragi sono diventato un po' tirchio) sviluppano un buon apparato radicale,con meno problemi al ripicchettamento.
In conclusione
Da un po' di anni a questa parte una percentuale più che accettabile(diciamo medio/alta) delle nate la porto avanti.
Ma è una sperimentazione continua,si cerca sempre di migliorare,e perseverando a volte si riesce.

Un'ultima cosa:sorvolate su eventuali strafalcioni grammaticali & c. Con l'italiano ho sempre fatto a pugni”¦. :lol: :lol:
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Messaggioda clactus » 20/09/2007, 10:52

qui trovate come semino io abitualmente (a luce artificiale).

http://www.cactus-roma.com/La%20semina.htm
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Messaggioda marcoxaero88888888 » 22/09/2007, 23:44

ciao a tutti

questo è solamente il secondo anno che semino, ma ho già  notato alcuni accorgimenti che possono essere molto utili a chi vuole iniziare, la mia quindi non è una descrizione esauriente (anche perché credo che i neofiti facciano bene a seguire coloro che hanno più esperienza) ma una serie di consigli che mi avrebbero fatto comodo al mio primo tentativo di semina

il mio germinatoio è in vetro, regalatomi dallo zio della mia ragazza che è un vetraio, dentro c'é una lampada in ceramica da 100W per il riscaldamento (trovata in un acquario) e collegata ad un termostato, una plafoniera doppia con una luce specifica per la crescita delle piante ed un'altra normale per non farle allungare troppo

per la semina ho usato i contenitori di polistirolo che ho trovato in un fosso, gli agricoltori ne buttano via molti nel periodo nel quale viene piantato il tabacco, i contenitori che ho trovato hanno buchi quadrati piccoli e mi sembrano molto adatti allo scopo; dopo averli lavati con lisoform li ho tagliati in griglie di massimo quattro caselle per quattro, questo è importante per poter prelevare alcuni semenzali dal germinatoio senza dover togliere tutto il vassoio

preparo una composta normale, anche grossolana, e riempio le seminiere di polistirolo, lascio solo lo spazio per un'ultimo mezzo centimetro in cui verso una composta di akadama e ghiaietto fine (il che evita il sopraggiungere di muffe e alghe), poi metto i semi e (anziché coprire tutto il germinatoio) copro con un velo di cellophane solo la parte di griglia che ho usato: questo mi permette di seminare a più riprese senza né sacrificare semi non germogliati né far marcire quelli già  cresciuti

una volta cresciute, se noto che le piantine non stanno in piedi o sono un po' filate, metto sul colletto un po' di ghiaia fine bianca (molto bianca) ho notato che questo permette loro non solo di stare in piedi, ma anche di crescere per largo, forse a causa della luce riflessa da sotto, comunque ancora devo fare esperimenti su questo perché finora ho provato solo con i trichocereus (se volete posso postare foto di tricho con effetto ghiaia bianca per farvi vedere la notevole differenza da quelli cresciuti senza di essa)

spero che questo possa tornare utile a qualcuno

ciao ciao
marcoxaero88888888
 
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Messaggioda Paola » 06/10/2007, 18:41

Buonasera a tutti :)
Seguendo l'invito di Aurora, vorrei provare a riassumere qui anche le mie esperienze, che da un paio d'anni sono solo più concentrate alla semina delle asclepiadacee succulente, quelle del gruppo Stapeliads, per intenderci, e nello specifico Caralluma, Huernia, Hoodia, Orbea e Stapelia.

La parte più difficile è proprio il reperimento dei semi (almeno per me) dacchè il mercato attuale non offre molto assortimento, e l'impollinazione manuale di queste piante mi è ancora sconosciuta”¦ ma questa è un'altra storia.
Non dispongo di un germinatoio, ma ho la fortuna di avere una finestra rivolta a sud ovest dotata di un comodo davanzale con termosifone sottostante che ne svolge egregiamente la funzione.
Il periodo migliore per la semina, nelle mie condizioni, è quello che va da metà  febbraio a tutto aprile. Ho pensato più volte di cominciare in ottobre, ma non illuminando artificialmente, temo che le ore di luce disponibili in questo periodo dell'anno non siano sufficienti per garantire uno sviluppo "compatto" delle giovani plantule. Per contro, semine effettuate in periodi successivi ad aprile, pur beneficiando di molte più ore di luce, non hanno lo stesso vigore di quelle effettuate nei mesi precedenti, anche se la temperatura esterna garantisce più o meno gli stessi valori che si hanno in casa con l'uso dei termosifoni.

Preparo la composta per la semina utilizzando in parti uguali terriccio universale e lapillo e/o pomice. Credo sia utile setacciare il terriccio (nuovo, direttamente dal sacco, così è già  sterilizzato) per eliminare tutte le parti grossolane quali potrebbero essere resti di rametti o parti stoppose, e preferisco setacciare anche l'inerte, così utilizzo la parte fine in miscuglio con la terra, e quella più grossolana da mettere come fondo drenante nei vasetti di semina. Questa è la miscela base che finora ho utilizzato per tutte le semine che ho effettuato, e sempre con risultanti soddisfacenti; l'unica eccezione l'ho fatta quest'anno dacché per la prima volta ho seminato 2 specie di Pseudolithos e seguendo i suggerimenti del forum per questo genere di piante ho usato puro lapillo (eccezion fatta per 1 solo semino, che ho voluto comunque provare a seminare nella "mia" composta, sono un po' testarda”¦ :roll: )
Come contenitori per la semina, riciclo tutti i vasetti in plastica nei quali ci compro le piantine nel corso dell'anno, ovviamente dopo averli lavati bene. L'ideale sono quelli tondi del diametro di cm. 5,5, oppure quelli quadrati cm.5x5 che vado poi a sistemare nelle vaschette bianche in plastica nelle quali si trovano le mozzarelle al banco della gastronomia nei supermercati, ce ne stanno fino a 20, tutti ben in ordine. E' ovvio che in mancanza di questi "contenitori ideali", tutto può essere adattato all'uso: dai vasetti dello yoghurt alle vaschettine della Philadelphia, forse un po' meno i bicchierini da caffè perché si deteriorano più facilmente.

Dopo aver disposto nella vaschetta i vasetti con la composta, comincio con il versare un dito d'acqua sul fondo della vaschetta stessa, acqua che poco per volta vado ad aggiungere fino a quando non vedo il terriccio luccicare in superficie ad indicare che tutta la composta è ben bagnata, dopodichè tolgo eventuale acqua in eccesso ancora sul fondo, che tanto non verrà  più assorbita.

Nel frattempo mi sono preparata delle etichette adesive (normali etichette bianche) con tutti i dati essenziali: genere, specie, data di semina, eventuali dati di località , fornitore”¦ e chi più ne ha, più ne metta ”¦. Qualcuno starà  pensando che l'etichetta di carta è un po' troppo effimera per lo scopo, ma vi posso assicurare che non ho mai avuto problemi, sia perché non bagnando dall'alto rimane sempre asciutta, e sia perché essendo i vasi all'interno della vaschetta, non ricevono i raggi diretti del sole che potrebbero scolorirne le scritte. In ogni caso, per sicurezza, io tengo sempre nota di quanto ho seminato sulla mia mitica agenda fac-totum (praticamente la succursale del mio cervello), dove ricopio i dati riportati in etichetta.

Ed è a questo punto che può cominciare la semina. Prendo i miei bei semini dal contenitore nel frigo (conservo in frigorifero una scatola con tutte le bustine, come da suggerimento di un esperto in materia) e li dispongo semplicemente adagiati sulla superficie del vaso, né interrandoli, né pressandoli. Attacco l'etichetta corrispondente ed il gioco è fatto.
A questo punto copro la vaschetta con un foglio di nylon appena un po' più largo della sua superficie, in modo da poterlo fissare ai 4 lati con delle piccole mollette (quelle piccoline, in legno, che si usano per attaccare i bigliettini ai regali di Natale o ai mazzi di fiori, sono l'ideale) e comincio a sperare che vada tutto bene”¦

Di solito nel giro di 4 o 5 giorni germogliano i primi semi. In questo lasso di tempo, fin quando non avviene la germinazione, bisogna cercare di trattenersi dallo scoprire la vaschetta per curiosare, anche se la condensa che si forma impedisce una visuale perfetta (magari basta dare un colpettino con le dita per far cadere le gocce e tanto basta già  per vedere se ci sono delle novità ) : in questo modo si mantiene l'umidità  necessaria perché tutto vada per il meglio.
Dopo che le nascite sono iniziate, si può tranquillamente togliere il nylon per eseguire queste importanti operazioni:
- togliere ove possibile i cappuccetti vuoti dei semi, per evitare che possano favorire il sorgere di qualche muffa
- interrare con l'aiuto di uno stuzzicadenti le piantine che restano troppo a lungo con la radichetta all'aria senza riuscire ad interrarsi da sole
- asciugare la condensa dal nylon
Fatto questo, il nylon va rimesso. Di solito mi comporto così per una decina di giorni dalla nascita. Nel caso dovessi accorgermi dell'insorgere di qualche tipo di muffa (a volte capita che si formino dei filamenti, tipo ragnatele, sulla superficie del terriccio), per prima cosa la tolgo con l'aiuto di uno stuzzicadenti o di un cotton fioc, poi, se la cosa persiste lascio le semine scoperte togliendo del tutto il nylon. In questo caso è bene controllare che non si secchi il terriccio, e se necessario mettere un po' d'acqua sul fondo della vaschetta o nebulizzare direttamente dall'alto con uno spruzzatore a getto sottile. Nel caso sia stato necessario togliere il nylon dalla vaschetta prima che in tutti i vasetti sia avvenuta la germinazione, si possono mettere i ritardatari in un sacchettino a parte per continuare a mantenere una umidità  più alta.

A mano a mano che le plantule crescono, succede che tendano un po' a piegarsi: in questo caso è utile aggiungere un piccolo strato di lapillo (lo preferisco alla pomice, ma è adatta anche questa) sulla superficie del terriccio, poco per volta, con l'uso di un cucchiaino, così da creare un sostegno e per cominciare poi ad innaffiare dall'alto senza rischiare di scalzarle.
Di solito rinvaso le piantine singolarmente nell'anno successivo alla nascita, ma piante particolarmente vigorose possono essere ripichettate anche prima.

E' tutto: in pratica è più "complicato" da dire, che da fare :wink:
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Re: La mia semina

Messaggioda supercactus » 23/12/2007, 8:22

se posso aggiungere una mia esperienza: se possibile usare contenitori scuri....i bicchierini di plastica bianchi e in genere contenitori trasparenti, lasciando filtrere la luce, favoriscono la crescita di alghe all'interno dei vasetti stessi
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Re: La mia semina

Messaggioda xSara » 03/02/2008, 20:11

3 foto fresche fresche abbastanza autoesplicative :)

Immagine
Gli inerti... 3 giorni di duro lavoro per averli pronti all'uso.

Immagine
Fase riempimento vasetti

Immagine
Impastrocchiando allegramente...

speriamo bene....
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Re: La mia semina

Messaggioda Vincenzo » 28/05/2008, 17:27

Mi sembra importante da quanto emerge dagli interventi del forum, puntualizzare alcune cose.
1) I semi: Non utilizzare semi provenienti dalle nostre piante a menoché non si sia provveduto all'impollinazione secondo metodi e regole rigidamente codificate. L'impollinazione naturale o casuale, spesso dovuta agli imenotteri che visitano le nostre piante fiorite, non è garanzia di conservazione delle specie. Nemmeno l'autofecondazione è garantita. Si ottengono frequentemente esemplari ibridizzati che poco hanno a che vedere con le specie madre e padre. Si consideri che è fermamente sconsigliata, ai fini della preservaione delle caratteristiche di ogni specie, perfino l'impollinazione tra esemplari conspecifici provenienti da località differenti (field numbers). Ciò è causa della sempre più frequente comparsa di "forme" o varietà che è difficile collocare in un'esatta entità sistematica.
2) Il terriccio ovvero la ricerca della sterilità perduta. Un terriccio, per definizione, non è e non deve essere sterile! Nel senso che deve contenere funghi, batteri, protozoi e microzoofauna utilissima a quelle trasformazioni dinamiche che permettono ad un seme di germinare e alla pianta di crescere. Il problema è che noi creiamo un ambiente artificiale per la germinazione caratterizzato da un'umidità del 100% con assenza di ventilazione. Ciò favorisce, anzi stimola lo sviluppo di funghi e muffe che altrimenti, in condizioni naturali, sarebbero perfettamente sotto controllo attaccando solo i semi portatori delle spore o morti o altrimenti danneggiati. Per tale motivo è necesario utilizzare substrati di semina che riducano, anche con l'aiuto di addittivi, tali inconvenienti. L'utilizzo di terricci pronti, a mio avviso, è da escludre in quanto, per la loro natura vegetale e quindi organica, insieme alla succitata umidità costante ed assenza di ventilazione, sono il substrato ideale per la crescita di muffe e funghi ed inoltre rappresentano un'esca irresistibile per la mosca sciara. Da tutto ciò è da escludere la torba pura che, al contrario, è un potente batterio e micostatico, ma i problemi derivati dall'uso di tale substrato sono altri e già esposti in altre parti di questo forum.
E' preferibile, a mio avviso e per esperienze personali, l'utilizzo di terriccio sabioso di campo, privo in argilla (stretto nel pugno non deve acquisire alcuna forma né compattarsi) allentato con sabbia o ghiaia sottile o pomice o lapillo o zeolite di adeguata granulometria o ancora meglio (la utilizzo da due anni con ottimi risultati) la "sabbia di pomice" cioè la parte fine, terrosa della pomice con granuli non superiori al 1,5 max 2 mm (la potete trovare a bassissimo prezzo, on-line, da Milena Audisio). Ha il vantaggio di essere igroscopica, mantenere l'umidità, e di stimolare la germinazione. Non attira la mosca sciara.
Prima di seminare, per bagnare il substrato usate una soluzione d'acqua e verde rame (10%), facilmente reperibile, potente ed innocuo (per l'uomo) antifungino.
Non ho esperienza con la sabbia di lapillo. Dovrebbe essere parimenti utile. Solo che quando asciuga tende a compattare molto.
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Re: La mia semina

Messaggioda Matteo_84 » 16/02/2009, 1:47

GERMINATOIO
Il mio germinatoio è uno di quello "fai da te"! Costruzione molto semplice in legno (100x40x40 cm), è dotato di una ventola per pc (80x80 mm) che immette aria, 2 neon da 36w totali (OSRAM Fluora77 e OSRAM Lumilux Cool Daylight) e di un rivestimento interno in carta stagnola per riflettere la luce! L'accensione delle luci e della ventola avviene in automatico tramite 2 timer.

PERIODO DI SEMINA
La mia semina inizia nel periodo autunnale (fine settembre/inizio ottobre) quando metto il moto il germinatoio. La semina artificiale prosegue fino agli inizi di aprile, ovvero quando le temperature esterne mi garantiscono di continuare la semina all'esterno. Alcune di queste piante, alla fine per primo anno, verranno rimesse nel germinatoio, in modo tale da proseguire nella crescita. Altre invece passeranno l'inverno fuori.

TEMPERATURA DI SEMINA
Devo essere sincero, per quanto riguarda le temperature non è che abbia avuto grande scelta o mi sia messo a fare test. Il mio germinatoio durante l'anno prevede una temperatura massima di 28°C e un temperatura minima di 14°C (ovvero la temperatura presente nella stanza)!
Devo dire che non ho mai trovati grandi problemi di germinazione con le specie seminate (astro, lopho, turbini, nolina, adenium, baobab, frailea, euphorbia, melocactus...).

CONTENITORI
La maggior parte dei contenitori che uso sono riciclati: vaschette di polistirolo (quelle che preferisco), vasetti yogurt, vasi quadrati neri.

TERRICCIO
Uso un terriccio piuttosto organico, con una composizione 1/2 terriccio universale e 1/2 lapillo (granulometria 3-5mm). Infine sopra metto uno strato leggero di lapillo con granulometria 1-3mm per fermare i semi, sostenere i semenzali nella prima fase di crescita ed eliminare la spiacevole comparsa di fastidiose alghette.
Ho provato anche terricci più minerali con scarsi risultati.
Il terriccio non viene trattato prima della semina (no antiparassitari nè microonde). Credo che sterilizzare il terriccio non sia una cosa buona, poichè potrebbero venire meno molti organismi utili per i cicli biologici. Ed in questo mi trovo pienamente d'accordo con Vincenzo (leggere sopra).

SEMI
La mia fonte principale ad oggi rimane la BSS (ovviamente se adesso sono qui a scrivere tutte queste cose il merito è di Aurora e dei suoi aiutanti). Poi ci sono anche quelli regalati.
Quest'anno ho iniziato anche col la semina di alcuni semi prodotti da me (ad esempio 6 stupende asterias mi hanno regalato circa 300 semi, e ora nel germinatoio ho 250 piantine circa).
Conservo i semi nelle bustine della bss o di plastica in un mobiletto (non so se sia necessario o meno, ma evito l'esposizione diretta alla luce).

SEMINA
La semina artificiale prevede 12 ore di luce e circa 4 ore di ventola attiva. Le temperature come ho scritto sopra variano dai 28°C ai 14°C. Il reattore e i 2 neon rappresentano l'unica fonte di calore.
Le vaschette (e gli altri contenitori) vengono preparati con un fondo di puro lapillo, uno strato intermedio di substrato (50% terriccio universale 50% lapillo) e uno strato superficiale di lapillo. La vaschetta viene completamente inumidità.
I semi vengono sparsi lungo la superficie, in maniera casuale per le grandi semine, in maniera "precisa" per le piccole semine (10/15 semi) in maniera tale da fare una statistica.
Il tutto viene avvolto dal cellophane, poichè come sappiamo mantenere un ambiente umido (90-100%) è fondamentale per la germinabilità.
I semi dell' Adansonia (baobab) sono stati gli unici semi che mi hanno dato problemi di germinazione. Problemi risolti con scarificazione prima della semina, usando della carta vetrata.

ACQUA e PRODOTTI CHIMICI
L' acqua che utilizzo per innaffiare le semine è quella che esce dal mio rubinetto, la quale viene estratta da un pozzo. Ovviamente è la stessa utilizzata per le piante adulte.
Quando inizio a vedere le prime spine, tolgo la pellicola di cellophane. Da questo punto in poi le piante saranno abituate via via ad un terriccio sempre meno umido e con periodi alternati di bagno/asciutto.
Per innaffiare utilizzo uno spruzzo con serbatoio (7l). Quindi annaffio "dall'alto".
Non faccio uso di grandi prodotti chimici. Gli unici che uso sono il Previcur (p.a. Propamocarb) e il Confindor (p.a. Imidacloprid). Il primo lo uso più per prevenzione, quando noto qualche perdita in una vaschetta; il secondo mi è capito di usarlo contro alcuni parassiti che mangiavano dall'interno i miei semenzali; alcuni circolavano anche nel substrato (credo si trattasse di larve di mosca sciara).
Concime non ne do, anche perchè il terriccio universale che uso è già concimato di suo.

RIPICCHETTAGGIO
In genere uso vaschette molto capienti, tendo a dare molto spazio alle semine. Per cui i primi "rinvasi" li effettuo dopo 1,5/2 anni.
Le piantine verranno messi in vasi via via più grandi, ad iniziare dai vasi 3x3. Il substrato utilizzato è quello per le piante adulte (composizione: 1/3 lapillo 1/3 pomice 1/3 terriccio universale).
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Re: La mia semina

Messaggioda dany79 » 16/02/2009, 11:10

Sono sorpreso del fatto che tu abbia dei buoni resultati senza sterilizare il terriccio :o :o
ciao!
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Re: La mia semina

Messaggioda Matteo_84 » 16/02/2009, 15:31

io invece sono sorpreso che la natura, prima di far germogliare le piante, usi un microonde gigante per sterilizzare la terra.... :roll:

2) Il terriccio ovvero la ricerca della sterilità perduta. Un terriccio, per definizione, non è e non deve essere sterile! Nel senso che deve contenere funghi, batteri, protozoi e microzoofauna utilissima a quelle trasformazioni dinamiche che permettono ad un seme di germinare e alla pianta di crescere. Il problema è che noi creiamo un ambiente artificiale per la germinazione caratterizzato da un'umidità del 100% con assenza di ventilazione. Ciò favorisce, anzi stimola lo sviluppo di funghi e muffe che altrimenti, in condizioni naturali, sarebbero perfettamente sotto controllo attaccando solo i semi portatori delle spore o morti o altrimenti danneggiati. Per tale motivo è necesario utilizzare substrati di semina che riducano, anche con l'aiuto di addittivi, tali inconvenienti.


infatti per auitare le piante quando vedo perdite uso un fungicida! :)

ripeto...le parole di Vincenzo sono sacrosante!
le stesse parole valgono anche per il nostro organismo! nel nostro corpo i batteri ad esempio vivono lungo un sottile equilibrio, e le specie "buone" controllano le specie "cattive"! usare antibiotici a largo spettro indistintamente (=sterilizzare) può portare talvolta allo sviluppo di infezioni, per impoverimento della flora endogena!

altra cosa poi non metterei mai la terra nel microonde...poi ci parli te con mia madre?? ahah :lol:


ciao
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Re: La mia semina

Messaggioda xSara » 17/02/2009, 11:29

E' anche vero che se in natura si avessero le percentuali di germinazione e crescita che abbiamo in modo un po' "artificiale" noi molte specie non sarebbero in via di esinsione :)
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Re: La mia semina

Messaggioda erpol » 17/02/2009, 15:28

xSara ha scritto:E' anche vero che se in natura si avessero le percentuali di germinazione e crescita che abbiamo in modo un po' "artificiale" noi molte specie non sarebbero in via di esinsione :)


Lo volevo dire io...
Comunque, a proposito di semi, in coltivazione e in natura, sono solito dire:
In natura "uno su mille ce la fa", mentre IO "I want it all!" (cit. G. Morandi e i Queen).
:wink:

Ciao,
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Re: La mia semina

Messaggioda Matteo_84 » 17/02/2009, 17:05

quello che state dicendo è sacrosanto! è vero che alcuni esemplari che noi seminiamo tranquillamente nel nostro germinatoio in natura si stanno estinguendo o non raggiungono tassi così elevati di germinazione! un esempio? le asterias che ho seminato! probabilmente in natura dei 300 semi piantati ne sarebbero germinati una 20ina (l'ho sparata)! Per questo però le piante grasse fioriscono molto e regalano più o meno frutti copiosi di semi! e alcune specie sono addirittura autofertili! daltronde in natura le strategie potrebbero essere due:
1) produrre pochi semi ma con alta e duratura gerinabilità;
2) produrre tantissimi semi con "poca" probabilità di germinare.
(ci sarebbe poi anche la riproduzione tramite talea!).

ok? ma questo cosa c'entra con il discorso della sterilizzazione del terreno in germinatoio?

secondo me se in natura (condizioni non ideali di semina) c'è una minore germinabilità rispetto al germinatoio (condizioni ideali di semina), non è solo dovuto al terriccio non sterilizzato! anzi...se stanno sparendo alcune specie è per colpa soprattutto dell'impatto dell'uomo e dell'alterazione dell'habitat naturale!
piante e funghi hanno imparato a convivere per milioni e milioni di anni...con l'uomo le piante grasse in habit non hanno ancora imparato a conviverci, anzi siamo noi che non abbiamo imparato a convivere con il resto delle specie presenti, animali, piante o funghi che sia!

Tanto per fare un esempio, in una tabella proposta nel magnifico libro sui Turbinicarpus della cactus e co. (Turbinicarpus in San Luis Potosì) 2 delle cause maggiori di diminuzione della popolazione sono: "estrazione illegale" (saccheggio da parte della popolazione del posto) e "distruzione dell' habit" (strade, sviluppo urbano, miniere, incendi, agricoltura e sovrapascolo).
Inoltre cito testualmente: "il parassitismo da parte degli insetti è un fenome naturale, fa parte dei cicli biologici, anche se è aumentato ".

Quindi secondo me non c'è niente di anormale o niente di cui meravigliarsi se una persona semina su terra non "sterilizzata"! Anzi io mi meraviglio della necissità assoluta di fare il contrario! :D

ciao a tutti!
Matteo
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Re: La mia semina

Messaggioda clactus » 24/03/2009, 14:30

Dopo due anni ho aggiornato il diario
http://www.cactus-roma.com/La%20semina.htm
e ho inserio qualche nota utile sulla scarificazione.
Ciao
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Re: La mia semina

Messaggioda raffaele » 22/05/2009, 13:52

mi accingo ad una delle mie prime semine; ho comprato i vasi, il terreno (compo per cactacee), un fungicida, chiaramente i semi (di mammillaria applanata) e dopo aver bagnato bene ho avvolto tutto con un foglio di cellophane, mettendo i vasi in "un posto luminoso ma non al sole diretto".....ed ho pregato manitù; spero di ricavarne qualcosa.... vi farò sapere. Spero di fare germogliare qualcosa.....chissà
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Re: La mia semina

Messaggioda stefanocucco » 02/07/2009, 22:30

A inizio giugno ho fatto le mie prime semine
tecnica utilizzata: non ho utilizzato il sacchetto, ma semplicemente ho mantenuto costantemente acqua nei sottovasi come consigliatomi. Tanta luce e mai raggi diretti.
Per il terriccio ho usato un mix già pronto (ora non ricordo la ditta, ma è molto valida) setacciandolo finemente per realizzare l'ultimo strato su cui sono andato ad appogiare i semi. Questi li ho poi ricoperti con della semplice sabbia da fiume e da cantiere. Non ho sterilizzato nulla.
Sono germinati il 90% dei semi. :P

Leggendo qua sopra però mi è venuto il dubbio che sia stato solo molto fortunato: ma sono davvero necessarie tutte queste accortezze?? forno per sterilizzare, sacchetto etc etc :shock:
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Re: La mia semina

Messaggioda angelo » 27/09/2009, 10:28

stefanocucco ha scritto:.............ma sono davvero necessarie tutte queste accortezze?? forno per sterilizzare, sacchetto etc etc :shock:

prova a seminare dei Discocactus disciformis,Atzekium,Blossfeldia o altre specie che devono stare in umido per qualche anno e poi ti accorgi se è necessario sterilizzare o usare il sacchetto che una volta chiuso ti mette al riparo da diversi problema, in primis gli sciaridi e in "secundis" la comodità di avere costantemente atmosfera umida,In queste specie appena dimentichi a inumidire, non li trovi + e in estate il rischio c'è sempre.
Non so cosa hai seminato,ma diverse specie germinano senza particolari difficoltà, il problema maggiore cmq non è farli nascere ma farli crescere, e i bilanci vanno fatti al prossimo anno.
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Re: La mia semina

Messaggioda nettuno » 31/12/2009, 20:05

ciao a tutti
leggendo qua vedo che tutti seminate nelle vaschette e in vari contenitori ,poi quando le piccole piantine diventano più grandi 1 anno 1 anno e mezzo ripicchetate . visitando vari vivai ho notato che le semine le fanno negli alveoli ,voi che ne pensate?
Quando ti pungi un dito non imprecare ! è la pianta che ti mostra affetto !"Nettuno"
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Re: La mia semina

Messaggioda lucio80annalisa » 12/11/2011, 17:46

ciao a tutti vorrei un consiglio sulla mia semina, dispongo di alcuni semi di cactus speditemi dall associazione cactus & co dispongo di un germinatoio con termostato e di una serra dove tengo tutte le altre succulente, pensate che possa gia piantare i semi? o dovrei aspettare ? non so se li piantassi ora quando germineranno avranno a disposizione poche ore di luce?dato che ora le ore di luce sono cosi poche?
Ho un altra domanda , non é molto che coltivo succulente, e vorrei sapere:
le piantine seminate l'anno scorso in questo inverno vanno in riposo vegetativo? o crescono per tutto l'inverno?
grazie a tutti e Ciao
Fabio
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Re: La mia semina

Messaggioda S@r » 19/11/2011, 0:12

lucio80annalisa ha scritto:se li piantassi ora quando germineranno avranno a disposizione poche ore di luce?dato che ora le ore di luce sono cosi poche?

Se il germinatoio non è dotato di illuminazione credo proprio che una volta nate le piantine soffrirebbero per la mancanza di luce, per quanto riguarda le semine dell'anno scorso suppongo che se stanno al caldo con luce adeguata continuando ad innaffiarle continuino a crescere, ma se stanno in serra con le altre penso vadano a riposo anche loro.
Però visto che non sono un'esperta di semine è meglio se aspetti la risposta di altri seminatori.
Ciao :)
Sara
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Re: La mia semina

Messaggioda marvelli » 20/11/2011, 17:16

Ciao Fabio,
la germinazione dei semi avviene in ogni caso se la temperatura e l'umidità lo consentono, il grosso problema è dopo: la luce in questo caso è essenziale e nelle semine invernali di solito si utilizza quella artificiale per 15/16 ore al giorno. Questo si fa per recuperare almeno 6 mesi nella prima semina, aver meno problemi durante l'estate e trattare le piantine in serra come le altre durante il riposo invernale.
Per ovvi motivi di risparmio sul riscaldamento la semina invernale si fa in casa e potresti aggiungere al tuo germinatoio due tubi al neon Osram fluora (occhio non flora) o equivalenti.

Le semine dell'anno scorso quindi puoi metterle in serra e trattarle come le altre.

Ciao

Alberto
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