Sempervivum & Jovibarba Handbook

 

Autore

Peter J. Mitchell

Editore

Sempervivum Society

ISBN

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Formato

Fascicolo spiralato A4

Contenuto

 

Commento

Uffa, ecche noia 'sti Semprevivi, qualcuno potrà pensare.... Forse potrebbe aver ragione ma in fondo è una delle specie che prediligo ed è quindi normale che faccio di tutto per averne tutta la documentazione disponibile da leggere nelle giornate invernali buie e fredde....

Ed è per questo che ho cercato questo fascicoletto.. Sul genere Sempervivum e Jovibarba poco si è detto e poco si è scritto, l'unica monografia su questo genere risaliva al 1932 con il lavoro di Praeger, lavoro che oltre a risultare datato risulta anche incompleto in quanto dal 32 al 73 (data di stesura del fascicolo) le specie di semprevivi sono quasi raddoppiate. Proprio per colmare questa lacuna Mitchell nel 1973 ha pubblicato (tramite la Sempervivum Society ora "estinta") questo suo lavoro indirizzato ai pochi, pochissimi amatori del genere.

Non è un libro come quelli a cui siamo abituati anzi non è proprio un libro ma un fascicolo di oltre 44 pagine, con 12 foto a colori (anche se non proprio di qualità eccelsa). Il punto forte di questa pubblicazione non è nella veste grafica (chi ha letto qualche numero del Sempervivum Society Journal lo saprà bene) ma nel contenuto testuale e nel gran numero di informazioni utili.

Ed è stato cosi che, dopo un primo momento iniziale di scoramento dovuto al formato, ho cominciato a leggere il lavoro....

Dopo alcuni cenni sulla distribuzione geografica, sulla propagazione, sulla coltivazione e sui parassiti e malattie si passa alla descrizione delle varie sp. (35)di sempervivum, quindi alle sp di Jovibarba (5) e agli ibridi Naturali (12) e "artificiali" (17). Per ogni sp/ssp/cv è riportata una descrizione della pianta, le eventuali differenze con altre piante simili e la zona di distribuzione. Chiude il fascicolo una chiave al riconoscimento delle specie trattate e un glossario dei termini usati nel suo interno corredato di una tavola con la forma delle foglie (e si capisce il perché consultando il testo)....

Dicevo, dopo una fase di scoramento ho iniziato a leggere il lavoro e mi sono trovato davanti ad un lavoro ben fatto e abbastanza completo al quale la presenza di numerose foto avrebbe aggiunto ben poco. Le descrizioni sono ben fatte e non nascondo che mentre lo leggevo pensavo alle mie montagne e ai semprevivi che vi si trovano.

Non si trova in questo testo accenno alcuno al fatto che tali varietà siano tetraploidi o diploidi (come in molti articoli letti) perchè in fondo per chi cerca di identificare queste piante non ha nessun giovamento da queste informazioni. Purtroppo il lavoro non è proprio recente e il fatto che negli ultimi 28 anni non siano state fatte pubblicazioni su questo genere mi dispiace molto. Oltre a questo fatto il testo risulta abbastanza difficile da trovare anche perchè la Sempervivum Society è stata chiusa molti anni fa e trovare sia i numeri dei suoi bollettini che le sue pubblicazioni è dura (anche se in Internet si trovano alcune traduzioni elettroniche).